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Esperta di economia internazionale e terrorismo. Ha pubblicato vari libri; l'ultimo uscito è 'Kim Jong-Un - Il nemico necessarioi'.
La nuova frontiera è lo spazio e la corsa per accaparrarsene le risorse è iniziata da almeno dieci anni. Le mete più gettonate sono la Luna, gli asteroidi e Marte. La rosa dei partecipanti si è notevolmente allargata dagli anni Sessanta quando soltanto le due superpotenze, gli Stati Uniti e la Russia, ne facevano parte, oggi sono entrate in lizza diverse nazioni: India, Cina, Giappone, persino gli Emirati Arabi, e un’illustre lista di società private.
A differenza degli anni Sessanta, a guidare l’esplorazione spaziale non sono più gli Stati ma una manciata di imprese guidate da imprenditori visionari di grandissimo successo, come Elon Musk, Richard Branson e Jeff Bezos, che vogliono espandere la loro attività nello spazio perché ne intuiscono le immense potenzialità. Tra queste c’è il turismo spaziale. Il primo a considerarlo è stato Richard Branson che più di dieci anni fa ha fondato Virgin Galactic, peccato che questo progetto di turismo spaziale non sia ancora decollato. Anche Bezos guarda con interesse a questo settore, il suo programma Blue Origin sta sviluppando un sistema di lancio con un razzo riutilizzabile, New Shepard, che dovrebbe essere in grado di portare nello spazio fino a sei persone alla volta.
Elon Musk, invece, capitalizzando sul suo rapporto di cooperazione con la Nasa, vuole avviare un sistema di trasporto nelle stazioni spaziali per gli astronauti. Dal 2011, quando gli Stati Uniti hanno chiuso il programma dello Shuttle, a svolgere questo servizio è la Russia con l’astronave Soyuz, l’unica in grado di fare la spola tra la terra e tutto ciò che le orbita intorno. Space X, questo il nome dell’impresa di Musk, non e la sola impresa privata attiva in questo settore, anche la Boeing ha in programma di traghettare gli astronauti con la sua nave spaziale Starliner.
Turismo e trasporti spaziali sono settori importanti ma la vera ricchezza dello spazio sono le sue risorse, siano queste minerali, terre rare, acqua, tutte ancora incontaminate e, naturalmente, la colonizzazione cosmica. Ciò spiega perché la corsa allo spazio al momento si concentra su obiettivi specifici: Luna, asteroidi e Marte.
Quest’estate la missione Chang 5, un gruppo di robot esplorativi, porterà a Pechino due chili di materiale lunare che verrà analizzato. Insieme alla ricerca di minerali rari e preziosi, molti pensano che il programma spaziale cinese si prefigga anche un allunaggio in un futuro non troppo lontano e la creazione di una base spaziale, possibilmente per coordinare la raccolta di risorse.
Nell’ottica della carenza cronica di risorse che stiamo per affrontare, molti sono convinti che la chiave di volta della nostra sopravvivenza si trovi nello spazio. La missione della Nasa Osiris-Rex su Bennu, un asteroide vicino al nostro pianeta, ad esempio, ha registrato la presenza di minerali che contengono tracce di acqua. Quest’estate un robot si staccherà dalla navicella per collezionare materiale dalla superficie di Bennu e portarlo nei laboratori della Nasa. L’acqua è l’origine della vita sulla terra e quindi scoprirne le tracce nello spazio ci aiuterà a capire la genesi del nostro pianeta e contribuire ad una gestione migliore delle risorse.
In ultima analisi, però, il motore della corsa allo spazio è economico, e questo spiega la presenza di imprese private, nel XXI secolo la convenienza ad investire ed esplorare lo spazio nasce dallo squilibrio tra risorse e popolazione, squilibrio che crea possibilità di ampi guadagni. Ed è questa la differenza fondamentale tra gli anni Sessanta ed oggi, allora lo spazio era una delle dimensioni della guerra fredda, oggi rappresenta un’opportunità unica.
10-04-2021 22:00



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