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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Immagini articolo
Il petrolio è il simbolo
del mondo che cambia
Luigi Bonanate


La storia della dominazione occidentale sul mondo sta concludendosi. Lo percepiamo dallo spostamento del centro delle vicende internazionali degli ultimi tempi. Volendo scoprire quando sia iniziata tale transizione, potremo trovarla, paradossalmente, nell’Ottantanove, quando la storia della crescita continua del mondo occidentale si arrestò. Lo sviluppo che aveva portato gli Stati Uniti a farsi gli eredi e i sostituti dei grandi imperi del passato, specie inglese e francese, e a diventare la massima potenza della storia in termini economici, politici, scientifici e culturali, si è progressivamente rallentato tendendo all’esaurimento. La stessa cosa, su scala infinitamente più ridotta, succedeva intanto nel mondo comunista, costruito su una illusione il risveglio dalla quale costrinse l’Unione Sovietica a una sorta di nobile e patetico "suicidio" (questo Paese non compare neppure più sulle carte geografiche).
Questa mini-storia universale, semplificata e ridotta in pillole, rappresenta la precondizione per farci un’idea di ciò che sta succedendo nel mondo, nonché di quel che potrebbe verosimilmente capitare in futuro. Il primo indizio da cui muovere, semplice e schematico, riguarda l’andamento del prezzo del petrolio, del quale da anni ci dicevano che stava per essere accantonato a favore di altre più economiche fonti energetiche e del quale invece oggi si promette un incremento pluridecennale. Se questa notizia può apparire rassicurante, molto meno lo è l’andamento del prezzo: prima della sua esplosione, fino a 160 dollari nel 2008 (al culmine della grande crisi finanziaria), il crollo del suo prezzo ne aveva portato la quotazione a meno di 20 dollari nel 2002: una discesa dell’800%! Ma dopo il rimbalzo, il prezzo oggi sta oggi per doppiare, a quota 70 dollari. Ora, il problema che si evidenzia non è tanto finanziario-industriale quanto simbolico e sintomatico. Il regime del petrolio è ancora sostanzialmente legato al mondo medio-orientale e a quello russo. Guarda caso le aree da cui proviene la turbolenza che sta squassando la società internazionale. Non si dimentichi, per non fare che un solo esempio, che proprio il petrolio fu alle origini dell’occupazione russa dell’Ukraina; e la ripresa di interesse per le cose internazionali che constatiamo negli ultimi tempi da parte di Arabia saudita e Iran (portatori non solo di petrolio, ma anche dello scontro religioso tra sunniti e sciiti) ne è un altro esempio.
Se la situazione mediorientale dovesse peggiorare - ciò che appare tutt’altro che inverosimile, specie a causa della cinica invenzione turca di chiudere la questione kurda approfittando del disordine geopolitico dell’area - non soltanto il petrolio continuerà a salire, ma metterà in crisi le economie occidentali. Economie già scombussolate dai colpi di teatro di Trump, che ogni giorno rimette in discussione i fondamenti del commercio internazionale. Nel suo insieme, in tutto questo panorama sembra risuonare uno strano scricchiolio, quello di una vecchia e grande costruzione che, prima di crollare, ondeggia...
22-04-2018 01:00

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