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Lillo Alaimo


Forse. Se un anno fa si fosse dato retta a chi proponeva di creare, così come fatto con gli ospedali, una struttura per la terza età in cui isolare i contagiati, forse la “strage” di marzo e di aprile 2020 si sarebbe potuta contenere. Meno anziani morti. Forse. Ma è comunque certo che la terza età sta pagando un prezzo altissimo per la pandemia. L’ha pagato inevitabilmente nel corso della prima ondata. L’impreparazione allo tsunami che ha travolto il mondo era evidente e lo è di più oggi che l’esperienza ha fatto capire che cosa si è sbagliato. E di cose, anche qui in Ticino, se ne sono sbagliate parecchie. Grazie al cielo non in tutte le strutture per anziani, perché ciò che è avvenuto nella Casa comunale di Sementina (ne parliamo ampiamente in questa edizione) è frutto di clamorosi errori. E a dirlo non è solo la stampa, non sono solo i familiari di chi è morto ma è la stessa “autorità sanitaria” che ha addirittura parlato, in relazione alla direzione della struttura, di “inadempienza intenzionale”. E non per nulla su quanto accaduto in quella Casa ora è in corso un’inchiesta penale.
I tassi di mortalità fra gli anziani sono stati in alcuni Paesi, in alcune regioni, in alcune Case più alti che altrove. E ciò è dato da inefficienze organizzative.
E le autorità, sanitarie e politiche, se ne erano rese conto sin da subito, sin da marzo 2020. Nel Regno Unito, in Italia, in Germania. Anche in Ticino. Non per nulla la scorsa primavera era quasi impossibile reperire dati sui contagi, sui morti, sui ricoveri in terapia intensiva degli ospiti nella settantina di Case anziani esistenti in Ticino.
Oggi, oggi che il peggio è passato quei numeri sono addirittura pubblicati online quotidianamente, con tanto di grafici e di statistiche dall’associazione che raggruppa le strutture del cantone. Quella di un anno fa sui veri numeri non era "discrezione" ma "omertà". Imbarazzo per quanto stava accadendo, fors’anche vergogna per non riuscire a contenere i danni.
Forse, se si fosse dato retta a chi in Ticino propose di isolare, in una o due strutture create ad hoc, gli anziani contagiati, sì, forse il dramma si sarebbe potuto contenere. Oggi resta l’eco delle polemiche ma anche la necessità di adeguare alcune strutture, ammodernarle, ma anche la necessità di rafforzare quei servizi domiciliari che possono permettere agli anziani di restare il più possibile nelle loro abitazioni.
alaimo@caffe.ch
10-04-2021 22:00

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