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IL PUNTO di Michel Guillaume
La politica federale
spinta dalla piazza
Michel Guillaume


Ci sono i social network, Facebook, Twitter e Instagram. E in politica tutti cercano su queste reti la maggiore visibilità possibile. L’Udc e il Ps hanno immaginato una sorta di "fiction" vagamente ispirata alla serie danese Borgen. Il Ppd ha fatto una campagna focalizzata su Google cercando di dimostrare come le soluzioni proposte fossero migliori di quelle dei suoi avversari. E il Plr ha invece messo in rete un video alquanto standard.
Ma la vera campagna elettorale non si è consumata sui social network. Bensì nelle piazze. I cittadini hanno sottolineato l’emergenza climatica. Senza alcun riferimento al Consiglio federale o ai partiti. Anzi, questi ultimi sono stati aspramente criticati come mai in passato.
La protesta popolare è iniziata il 18 gennaio scorso, data del primo sciopero degli studenti in difesa del clima. Manifestazione ispirata dalla giovane attivista Greta Thunberg. A Zurigo un adolescente ha preso un manifesto blu del Plr. In tedesco Plr si scrive Fdp. E quest’acronimo che significa "Freisinnige Demokratische Partei"; sul cartello della giovane attivista è diventato "Fuck De Planet". L’immagine ha fatto il giro della Svizzera e ha provocato un enorme danno di immagine al partito della presidente Petra Gössi. La quale immediatamente si è resa conto che il Plr, che ha contribuito all’affondamento della legge sul CO2 in Consiglio nazionale nel dicembre 2018, doveva subito reagire. Ha consultato i suoi e ha apportato una correzione di rotta, brusca e senza precedenti nella politica ambientale del suo partito.
Un altro sciopero, ancora più impressionante, è stato quello del 14 giugno. È lo sciopero delle donne. Hanno chiesto parità salariale ma anche una società che riconosca il loro lavoro non retribuito (quello in famiglia) e un maggiore impegno contro la violenza domestica. Mezzo milione di persone - anche uomini - sono scese in piazza in tutte le grandi città svizzere.
E il 28 settembre, non sono più solo gli scolari, ma l’intera società ha marciato a Berna. Decine di migliaia di persone hanno chiesto "un parlamento allineato con le esigenze dell’allarme climatico". "Salviamo il clima. Questa è la sola guerra che dobbiamo e possiamo vincere", si è letto su uno striscione.
Sembra sicuro che da questa rivolta popolare possa nascere un parlamento più verde e più rosa. Più ecologia per approvare in entrambe le Camere una legge sul CO2 degna di questo nome. E il numero maggiore di donne permetterà di approvare misure a favore della famiglia. L’"Alleanza F", organizzazione ombrello delle organizzazioni femminili, spera che vengano elette 75 donne (62 oggi) nel Consiglio nazionale e 10 (oggi 6) nel Consiglio degli Stati.
13-10-2019 01:00

IT Illustrazione
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