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15.06.2018
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IL PUNTO di Gerhard Lob
Immagini articolo
Cassis è diviso
tra Scilla e Cariddi
Gerhard Lob


L’accordo-quadro istituzionale con l’Unione Europea è sicuramente il tema politico più caldo del momento. Per mesi sembrava che Ignazio Cassis, consigliere federale Plr competente per il dossier, avesse trovato la strada giusta creando un consenso ampio sulla necessità di un questo accordo. Recentemente, le speranze che le trattative con Bruxelles potessero essere concluse entro l’autunno sono svanite. Anzi: Cassis sembra come Ulisse che deve condurre la sua nave fra i due mostri Scilla e Cariddi, da quando ha annunciato che sarebbe meglio andare incontro all’Ue nell’ambito delle misure fiancheggiatrici. Misure - si noti bene - che sono state introdotte per proteggere il mercato del lavoro e per mantenere il livello salariale dei lavoratori svizzeri.
Ora Cassis si trova fra due fuochi. Da una parte la destra nazionale che da tempo è contro qualsiasi accordo-quadro con l’Ue, temendo i "giudici stranieri". Dall’altra, la sinistra e i sindacati che combattono contro qualsiasi ammorbidimento delle misure fiancheggiatrici, ben sapendo che proprio queste regole erano decisive per il sì popolare ai Bilaterali I nel 2000 e il sì del 2004 ai Bilaterali II. Ai tempi si era creata  la famosa "linea rossa" che ora viene di continuo evocata.
Dunque, occorre pensare alla quadratura del cerchio, a misure per andare incontro all’Ue che contesta apertamente le misure fiancheggiatrici svizzere in un mercato unico, ma pure al mantenimento di misure di protezione e contro il dumping salariale volute dagli svizzeri. Comunque sia, il lavoro più duro in queste settimane sarà di Johann Schneider-Amman, secondo consigliere Plr nel governo. Il ministro dell’economia deve sondare con i rappresentanti delle associazioni dei datori di lavoro e dei sindacati, nonché con i cantoni e i rispettivi direttori dell’Economia, eventuali margini per andare incontro alle richieste dell’Ue.
La situazione è delicata. La Nzz ha già calcolato che il lasso di tempo per lavoratori distaccati dall’Ue di annunciarsi otto giorni in anticipo potrebbe essere ridotto a quattro giorni. Ma questo basterà all’Ue? Probabilmente no. Sembra ormai una prova di forza. E l’Ue ha il coltello dalla parte del manico. Vuole dare una lezione alla Svizzera, e lo farà pure con uno sguardo alla Brexit della Gran Bretagna. Perché, si sa: Bruxelles non gradisce la "Rosinenpickerei" (la scelta selettiva). In sostanza, si annuncia un’estate piuttosto calda.
15-07-2018 01:00

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