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IL PUNTO di Gerhard Lob
Immagini articolo
L'enfant terrible udc
estremista e incoerente
Gerhard Lob


Tanti lo ammirano, tanti altri lo odiano. Sicuramente Roger Köppel, giornalista, editore del settimanale svizzero tedesco Die Weltwoche e consigliere nazionale Udc non lascia indifferenti. Zurighese, 53 anni, probabilmente è il personaggio politico che più divide l’opinione pubblica nella Svizzera tedesca.
È intelligente, eloquente, scrive bene, ma è anche provocatorio, quasi fanatico nella sua lotta contro i "sinistroidi". Gira la Svizzera per dibattiti pubblici e parla per due ore a braccio. Più viene criticato, più è convinto di aver ragione. È l’unico politico svizzero conosciuto in Germania, sovente partecipa ai talk-show alla tv tedesca. Qualcuno gli rimprovera persino di aver spianato la strada al partito di estrema destra Afd (Alternative für Deutschland). Proprio questa settimana è uscita una biografia su Köppel (Echtzeit-Verlag), non autorizzata, scritta da Daniel Ryser, giornalista che lavora per Republik. Nel ritratto si cerca di capire - grazie a tantissime interviste con amici e colleghi, ma anche sostenitori come Tito Tettamanti - come Köppel sia arrivato a posizioni spesso estreme. Effettivamente sulla Weltwoche sembra quasi ossessionato dall’idea di andare contro il pensiero mainstream. E così se tutti criticano Donald Trump, Die Weltwoche lo difende a spada tratta. Per fare solo un esempio.
Non indifferente sembra il fatto che Köppel abbia avuto un’infanzia difficilissima, i genitori hanno divorziato quando lui aveva 8 anni. La mamma si suicidò, il papà morì quando Roger aveva solo 13 anni. Pur essendo orfano di entrambi i genitori ha maturato una volontà forte di emergere. Con conseguenze per il suo pensiero politico, ad esempio il suo rigetto totale dello stato sociale. "Se sono riuscito io a venire fuori da quella situazione, tutti possono farcela", ha spiegato. Rimane comunque un grande enigma perché Köppel non perde l’occasione per prendersela con rifugiati e migranti.
La sua biografia racconta che i nonni materni dopo la seconda guerra mondiale sono fuggiti dalla Prussia orientale per arrivare in Svizzera. Poi lui stesso si è sposato con Bich-Tien (e hanno tre figli), originaria del Vietnam, che all’età di 4 anni è arrivata in Svizzera con i genitori richiedenti l’asilo. Almeno queste storie personali avrebbero dovuto aiutarlo a capire perché certe persone lasciano la loro patria per cercare salvezza e fortuna altrove.
16-09-2018 01:00
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