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non si santifica la festa
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LE PAROLE di Franco Zantonelli
Immagini articolo
Nelle città turistiche
non si santifica la festa
Franco Zantonelli


Giuliano Bignasca usava irridere alcune iniziative dei Verdi e dell’estrema sinistra, sostenendo che ci avrebbero riportati alla pastorizia. Vien da dire la stessa cosa di fronte alle pensate degli elementi di punta del Governo italiano, cosiddétto giallo-verde. Ci riferiamo, per esempio, all’annuncio in base al quale verrà abolita l’apertura dei negozi la domenica. Prima Di Maio ha parlato di chiusura totale, poi è andato in tv e la chiusura è diventata del 25%. Ma la Lega, elemento verde della coalizione, esclude sin d’ora le serrande abbassate nelle città turistiche dove, evidentemente, chi è impiegato nella distribuzione ha meno diritti di altri lavoratori, a santificare le feste.
Si profila, a lume di naso, l’ennesimo pasticcio, all’insegna del pressapochismo e dell’improvvisazione. Tipo la questione delle pensioni d’oro. Ma a noi interessa sapere se, l’anno prossimo, potremo ancora andare a Ponte Tresa o a Cannobio la domenica, oppure dovremo far capo a quel poco che passa il distributore di benzina sotto casa. A ognuno la sua pastorizia.

A seguito di alcune morti eccellenti fa discutere la questione del suicidio assistito. La "dolce morte" come non si capisce per quale ragione venga definito, suscita dibattito anche perché presuppone la partecipazione di terzi. Sono terribilmente sole, invece, le 140 persone che, ogni anno, si buttano sotto il treno, nel nostro Paese. Provocando disperazione ai propri famigliari e ai macchinisti dei convogli coinvolti. Per arginare il fenomeno le Ferrovie federali posizioneranno delle barriere protettive, lungo i binari considerati più a rischio. Resta il fatto che il tasso di suicidi, in Svizzera, è di 13 ogni 100 mila abitanti. Secondo l’Oms al di sopra dei 10 suicidi ogni 100 mila abitanti si deve parlare di epidemia.

L’11 marzo del 2011 un terremoto devastò la centrale nucleare giapponese di Fukushima, provocando uno tsunami che causò 18 mila morti. Qualcosa di analogo, visto che è già successo in passato, il 18 settembre del 1601 nel Lago dei Quattro Cantoni, e il 563 dopo Cristo nel Lemano, potrebbe verificarsi anche in Svizzera. Con onde alte dai 4 ai 13 metri.
È l’ipotesi a cui stanno lavorando due geologi, Michael Schnellmann e Flavio Anselmetti, grazie a un finanziamento della Confederazione e di alcune università. "Prima o poi ricapiterà", fa sapere Anselmetti. Facciamo bene, intendiamoci, a non lasciare nulla di intentato, per garantire la sicurezza dei cittadini. Ma non è un po’ troppo spendere 2 milioni di franchi, il costo dello studio, per prepararsi a un evento che, finora, si è verificato ogni 1.000 anni?
16-09-2018 01:00
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