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LE PAROLE di Franco Zantonelli
Immagini articolo
I promessi ricchi sposi
business per il turismo
Franco Zantonelli


My Switzerland.com/wedding. È il sito creato appositamente da Svizzera Turismo per promuovere i matrimoni nel nostro Paese, da parte di promessi sposi stranieri. Si pensa, in particolare, a cerimonie nuziali con le Alpi sullo sfondo. Come è capitato nel febbraio scorso a St. Moritz, quando per il matrimonio di due ricchissimi indiani sono giunti 850 ospiti. Un evento la cui opulenza ha fatto il giro del mondo.
A dire il vero c’è chi a questo tipo di offerta turistica è già arrivato con largo anticipo. A Verona c’è la coda per sposarsi sul balcone di Giulietta con una tariffa che oscilla tra i 600 e gli 800 euro. Pure il disastrato Irak, finita la guerra e nel tentativo di ripristinare una parvenza di normalità, ha inaugurato un "pacchetto luna di  miele" nei palazzi di Saddam Hussein, al prezzo di 170 dollari. Insomma, accalappiare coppie in procinto di convolare a nozze presuppone, ormai, un confronto tra operatori turistici su scala planetaria. Un affare che, oltretutto, si può moltiplicare, visto che parecchi matrimoni vanno a ramengo e che chi ci ha provato una volta spesso ci ricasca.

I giovani manifestano in difesa dell’ambiente ma, finora, la mobilitazione non si sta traducendo, almeno in Svizzera, in una crescita consistente delle iscrizioni a facoltà universitarie specializzate in temi climatici. Come rivela un’inchiesta della tv romanda gli studenti che al politecnico di Zurigo e a quello di Losanna hanno optato quest’anno per Scienze Ambientali, sono aumentati, rispetto al 2018, di circa il 5 per cento.
Per il momento, quindi, niente effetto Greta. Che, invece, è stato registrato tra i giovanissimi. La giornata delle porte aperte, organizzata dalla facoltà di Scienze Ambientali zurighese ha, in effetti, ottenuto un notevole successo tra gli studenti delle medie. Come dire che se son grete fioriranno.

In Italia il Governo ha, di recente, reso attuativa una legge che obbliga i fabbricanti di seggiolini per bambini ad inserire un sensore, per evitare che il piccolo passeggero venga lasciato in auto, a disidratarsi sotto il sole, da un genitore distratto. Episodi che si verificano non solo nel belpaese. È capitato nel 2015 anche in Ticino, a Muzzano. Vittima una bambina di 5 anni.
Di drammi del genere negli Stati Uniti ne succedono una media di 35 all’anno. Perché un padre o una madre si rendano protagonisti di dimenticanze così gravi rimane un mistero. Certo, il cicalino che segnala che il bimbo non è all’asilo come pensavamo, da un lato salva delle vite, ma dall’altro c’è il rischio che costituisca un ulteriore incentivo alla deresponsabilizzazione.
13-10-2019 01:00

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