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22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
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15.06.2018
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08.06.2018
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LE PAROLE di Franco Zantonelli
Immagini articolo
Il mondo del lavoro
contro i "puzzoni"
Franco Zantonelli


Aridatece er puzzone". Sembra gridarlo, come un sol uomo, la cosidetta destra sovranista europea, eccheggiando l’invocazione di molti romani i quali, a guerra non ancora finita, già rimpiangevano Mussolini. Vedremo se alle prossime europee l’Ue si ritroverà zeppa di "puzzoni".
Nel frattempo il problema, non a livello politico ma, proprio dal punto di vista dei cattivi odori, sembra riguardare il mondo del lavoro, in Svizzera. Tanto da aver indotto il Centro svizzero di servizio formazione professionale, a pubblicare delle linee guida per contrastarli. Si comincia, insomma, dall’apprendistato, per evitare che, poi, la situazione sfugga di mano.
Tra le linee guida troviamo l’invito a "lavarsi quotidianamente il viso, le ascelle e le parti intime". Insomma, tutto è predisposto ad evitare il proliferare di puzzoni. Se, invece, sono i cittadini a non poterne farne a meno, questo è un altro paio di maniche.

Come avrebbe scritto il Gdp dei bei tempi andati "ha suscitato clamore, nel contado", l’ospitata di Tito Tettamanti a Steve Bannon. Ospitata con tanto di polemica, per un successivo articolo dell’Espresso, nel quale si ipotizzava che Bannon fosse una sorta di testa di ponte tra il finanziere luganese, il blogger, giornalista, scrittore e amministratore delegato di MediaTi, Marcello Foa, e Matteo Salvini.
Bannon, liquidato brutalmente da Trump, di cui è stato lo spin doctor, starebbe, in sostanza, cercando un altro politico da plasmare e, per il momento, anche Salvini, male che vada Di Maio o Grillo, possono andare. Il suo problema è che il presidente Usa prima l’ha usato poi l’ha condannato all’irrilevanza. Resa palese dal fatto che ha trovato tempo da dedicare a degli interlocutori ticinesi. Rimane, intendiamoci, un testimone diretto di fatti di portata storica ma, quanto a king’s maker, pensiamo non se lo fili più nessuno.

C’era una volta il riflusso, la voglia di concedersi alle banalità, agli amori zuccherosi, anche ai sentimenti un po’ grevi. Un periodo storico, inserito tra la fine degli anni di piombo e l’epilogo della Guerra Fredda, di cui ha dato conto il regista Carlo Vanzina, insieme al fratello Enrico.
Una coppia "ignorata dalla critica ma adorata dal pubblico", come ha scritto, soprattutto, la stampa estera. Quella italiana, per contro, dopo aver trattato con sussiego, per anni, i due Vanzina, si è precipitata a rendere omaggio al defunto. Non sia mai che, come è stato il caso per il padre Steno o per Totó, si trovi a doversi ricredere. E poi, anche oggi, con l’aria che tira, c’è un gran bisogno di riflusso.
15-07-2018 01:00

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