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NUMERI di Loretta Napoleoni
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I segreti e le strategie
nel vertice Trump-Kim
Loretta Napoleoni


Nell’era delle fake news tutto è avvolto nel mistero, incluso i luoghi ed i contenuti dello storico incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un.  Per ora ciò che sappiamo sono notizie che ci vengono centellinate dall’amministrazione americana ex-post. Così siamo venuti a conoscenza che il possibile nuovo segretario di Stato Mike Pompeo, ex direttore della Cia, si è incontrato con Kim pochi giorni fa. L’incontro pare sia andato benone, ma non se ne conoscono i veri contenuti. Non è la prima volta che un emissario del presidente americano organizza in segreto un incontro storico con un nemico di lunga data. Nel 1971 Henry Kissinger, allora consigliere per sicurezza nazionale volò a Pechino per spianare la strada all’incontro tra Richard Nixon e Mao, che segnò l’inizio della normalizzazione dei rapporti tra Cina e Stati Uniti.  Allora sapevamo molto, molto meno sulle trattative.
Sappiamo anche che il 27 aprile il presidente della Corea del sud Moon Jae-in incontrerà Kim Jong-un a Panmunjom, a sud del 38esimo parallelo. Obiettivo della prima visita di Kim nella Corea del sud è preparare il terreno per l’incontro con Trump, ma più specificatamente si discuterà il possibile accordo di pace tra i due Paesi per porre fine alle ostilità tra Corea del sud e del nord durate ormai 65 anni. Il trattato di pace rimpiazzerebbe l’armistizio siglato nel 1953.
Infine conosciamo i nodi politici più importanti che dovranno essere sciolti da Trump e Kim: programma di denuclearizzazione della Corea del nord, liberazione di tre americani ancora detenuti nelle prigioni del Paese, restituzione e chiarimenti sulle sorti di cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del Nord negli anni Settanta ed Ottanta.
Ciò che non sappiamo sono i dettagli meno importanti: dove e quando si svolgerà l’incontro, c’è chi parla della Svizzera o della Svezia, Paesi tradizionalmente neutrali che garantirebbero la sicurezza ai partecipanti. Tutto è possibile e niente è sicuro. Tuttavia l’idea che Trump all’ultimo momento si tiri indietro o che, come ha affermato, durante l’incontro si alzi perché contrariato e se ne torni a casa, è improbabile. Per entrambi i leader non si tratterà di un summit decisivo ma solo preliminare e portare a casa una vittoria, con una bozza di lavoro futuro sarebbe un bel colpo, aumenterebbe la loro popolarità in casa e nel mondo.
Anche non volendo fare previsioni e restando alla finestra almeno su questo tema possiamo essere moderatamente ottimisti. Una buona notizia, insomma, val la pena di godersela finché dura!
22-04-2018 01:00

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