Oltre 470mila franchi per curare la leucemia
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Una costosissima
puntura anticancro
PATRIZIA GUENZI


S i chiama Emily, è una bambina di 5 anni che all’ospedale pediatrico di Philadelphia ha fatto da "cavia" per una terapia anticancro rivoluzionaria. Ed è guarita. Il trattamento, Kymriah il suo nome, modifica geneticamente le cellule dei pazienti per contrastare il cancro e presto potrebbe essere disponibile anche in Svizzera. L’azienda farmaceutica Novartis sta aspettando l’autorizzazione alla commercializzazione. Unico neo, il costo: oltre 470mila franchi per una sola iniezione. Difficilmente le casse malati se ne faranno carico.
Intanto, il Kymriah ha già acceso la speranza di molti piccoli malati, under 25 anni, affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule B recidivata/refrattaria. Un tipo di tumore provocato dalla proliferazione maligna delle cellule linfoidi, che rappresenta il 75% di tutti i casi di leucemia infantile. Solo negli Usa 3mila pazienti l’anno. In Europa ne vengono diagnosticati circa 5mila, con un picco di incidenza tra i 2 e i 5 anni di vita. Il trattamento è stato approvato dall’agenzia del farmaco americana a fine agosto. Purtroppo, oltre che rivoluzionario, il trattamento rischia di essere solo per piccoli Paperon de’ Paperoni malati. Una sola iniezione si paga l’astronomica cifra, perché deve essere sviluppata  individualmente, su misura per ciascun paziente. Ancora tutta da vedere la reazione delle casse malati, spesso restie a rimborsare costose terapie. Si andrà sempre più incontro ad una medicina a due velocità (vedi articolo a fianco).
Più in dettaglio, la cura consiste in cellule immunitarie che vengono estratte dal sangue del paziente e riprogrammate per colpire il tumore. Successivamente vengono moltiplicate e reiniettate nell’organismo, dove si spera riescano a contrastare la malattia per mesi e persino anni. In pratica è lo stesso sistema immunitario del paziente che viene in parte modificato per fare i conti con il tumore. La cura potrebbe pure, in un prossimo futuro, diventare un’alternativa al trapianto di midollo osseo, un trattamento che comunque è molto costoso. Al momento questo tipo di cura viene proposta solo in alcuni ospedali dotati di personale formato ad hoc per somministrare la sofisticata infusione e per gestirne gli eventuali effetti collaterali.
Intanto, altre aziende farmaceutiche hanno fiutato l’affare. Elettrizzate dalla novità non vogliono certo restare indietro e perdere fior di quattrini. Hanno già investito miliardi per la ricerca. Solo se altre terapie analoghe al Kymriah arriveranno presto sul mercato il prezzo di questo tipo di cure costosissime contro il cancro potrà scendere.
E l’accesso alle nuove terapie antitumorali è ancora un miraggio per i Paesi più poveri, dove vivono quattro malati di cancro su cinque. Soltanto il 5% di loro può accedere a cure adeguate. E se pensiamo che fra neanche quindici anni il cancro sarà il primo killer nel mondo, delle 12 milioni di vittime totali, quasi 9 milioni di queste si troveranno nelle aree più disagiate. Per meglio spiegare l’enorme disparità tra Paesi ricchi e poveri basti dire che l’Africa, con l’11% della popolazione mondiale, registra il 25% dei malati complessivi di cancro e assorbe l’1% delle spese mondiali. L’America consuma la metà dei valori economici con poco più del 14% della popolazione e con il 10% dei malati. Ma se una malattia così grave è curabile da qualche parte del globo, lo si dovrebbe poter fare dappertutto.

p.g.
12.11.2017


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