Il Cardiocentro si rivolge al personale e spiega che...
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"Chiediamo 300 giorni
di pazienza a tutti voi"
PATRIZIA GUENZI


Sperano nella non rielezione in governo di Paolo Beltraminelli e nella scomparsa di Paolo Sanvido dalla presidenza dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc). Come i "Beati Paoli" (una setta segreta del XII secolo) i due Paolo ai vertici della sanità ticinese sono considerati veri nemici giurati. I principali antagonisti della Fondazione Cardiocentro, così tenacemente avversi da aver occupato parte o gran parte dei due incontri che nei giorni scorsi il direttore sanitario dell’"Ospedale del cuore", Tiziano Cassina, e il primario, Tiziano Moccetti, hanno avuto con il personale del Cardio. Di fatto una risposta alla lettera ricevuta il 21 gennaio dall’Eoc. Una lettera, inviata anche al Governo, in cui si stabiliva una precisa tabella di marcia per l’acquisizione del Cardiocentro. Ma soprattutto una lettera in cui si tranquillizza il personale dell’"Ospedale del cuore", circa 240 persone. Sarete tutti assunti dall’Eoc e alle medesime, attuali condizioni ha scritto in sostanza l’Ente ospedaliero in una serie di domande e risposte all’indirizzo di tutti i dipendenti del Cardio.
Ma nei due incontri con il personale i vertici del Cardio, così il Caffè ha ricostruito grazie ad alcune testimonianze, hanno gettato benzina sul fuoco delle preoccupazioni. Oltre a dipingere i "Paoli" come i veri ostacoli per la continuità del Cardiocentro sotto l’ala di una nuova Fondazione privata. Vale a dire dopo il 20 dicembre 2020 quando l’attuale Fondazione dovrà essere sciolta e per volere di chi ha finanziato nel 1995 la nascita della struttura (il medico germanico Eduard Zwick) tutto il patrimonio dovrà passare all’Eoc.
Ma tant’è! Il Cardio si oppone, come si sa, nonostante le totali rassicurazioni dell’Ente. La struttura diverrà un importante Istituto di Cardiologia e Cardiochirurgia (alla stregua, per intenderci, dell’Istituto oncologico) e avrà ogni autonomia possibile. Compresa quella finanziaria, con bilanci naturalmente approvati dalla direzione dell’Eoc.
No! Cassina e Moccetti hanno sventolato davanti gli occhi dei dipendenti lo spettro del peggioramento delle condizioni di lavoro. Sebbene già ora, tanto per fare un esempio, gli impiegati del Cardio siano assoggettati alla stessa cassa pensione dell’Eoc. E sebbene l’Ente sia disponibile a stipulare i nuovi contratti già dalla prossima primavera.
No! Il braccio di ferro si sta trasformando in una farsa a leggere in filigrana lettere, controlettere, verbali di incontri... Cassina e Moccetti hanno chiesto ai dipendenti 300 giorni di pazienza. Sì, proprio 300. Si attendono le prossime elezioni cantonali, si spera in un controprogetto all’iniziativa del Cardio (quella che in autunno ha raccolto 17mila firme). Si spera nella "scomparsa" dei "Paoli" e, appunto, nella stesura di un controprogetto che dia al Cardio altri 10 anni di autonomia. E quel che all’"Ospedale del cuore" più interessa è la totale autonomia finanziaria. Detto altrimenti, la direzione del Cardio non ha intenzione di rispondere finanziariamente a nessuno. Certamente non alla direzione dell’Eoc. Ma perché mai, ci si chiede da mesi?! Perché mai se le attuali condizioni contrattuali saranno garantite?! Se l’autonomia clinica, gestionale e amministrativa sarà garantita?!
Nell’attesa della risposta della Fondazione (che è altro rispetto alla direzione sanitaria) alla lettera del 21 gennaio dell’Eoc, pare che tra il personale del Cardio si stia preparando una sorta di sondaggio. Che ne pensano i dipendenti di quanto sta accadendo? Molto probabilmente le risposte dell’Ente agli interrogativi del personale, allegate alla lettera, dovrebbero aver tranquillizzato tutti. Si tratta in fondo di 240 dipendenti da integrare fra i circa 5.400 contrattualmente già legati all’Eoc. E le cui condizioni lavorative da sempre sono definite più che soddisfacenti. E non solo dai " Paoli".

pguenzi@caffe.ch
10.02.2019


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