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Dalla sanità alla politica, cosa cambierà dopo il Ceneri
La Città Ticino è un treno...
carico di opportunità
ANDREA BERTAGNI


La nuova galleria ferroviaria del Monte Ceneri farà nascere la Città Ticino? È quello che si augurano tutti, dalla sanità all’industria, dalla formazione alla politica. Che da un cantone più vicino e più connesso si aspettano nuovi passi avanti. Paolo Sanvido, presidente dell’Ente ospedaliero cantonale, immagina la nascita dell’ospedale universitario. Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi, pensa che a cambiare saranno anche le modalità di lavoro. Per Alberto Petruzzella, presidente della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, la formazione prenderà il treno giusto. E l’ex consigliere di Stato Laura Sadis spera che cadranno i campanilismi.
abertagni@caffe.ch


Paolo Sanvido, presidente dell’Ente ospedaliero cantonale
"Il mio sogno è l’ospedale universitario"
"Nel campo sanitario penso a una Città Ticino dove le competenze acquisite dalla scienza medica si intreccino con l’offerta sanitaria con il solo obiettivo di migliorare le cure del paziente". Paolo Sanvido, presidente dell’Ente ospedaliero cantonale, immagina così il volto del Ticino dopo l’apertura del tunnel ferroviario del Monte Ceneri, inaugurato venerdì scorso. Un volto, ma anche un futuro dove competenze e offerta sanitaria si traducono in un progetto ben preciso. "Per l’Ente penso a un ospedale unico ma presente con diverse sedi nel cantone: il primo Ospedale univesitario multisito in Svizzera".
Non un progetto qualsiasi. "Sicuramente nuovo, tutto in divenire - continua Sanvido -, da costruire con il sostegno di tutta la politica e in partenariato con l’Università della Svizzera italiana e con quegli attori sanitari del territorio che in esso si riconosceranno". Per arrivarci serve però uno sforzo. Di tutti. "La mia Città Ticino è un luogo in cui la politica lavori assieme per proiettarci nel futuro, una politica che trasmetta energia positiva e ci dia ispirazione per affrontare il futuro. Una politica che ci faccia sognare attorno a qualche grande progetto e che non abbia timore ad investire nella ricerca".


Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi
"Cambieranno le modalità di lavoro"
"Insieme ai collegamenti cambierano anche le modalità di lavoro". Per Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi, la nuova galleria ferroviaria del Monte Ceneri "è un volano ed è fondamentale per lo sviluppo dei poli urbani, perché i collegamenti miglioreranno". Questo farà sì che "si modificheranno anche gli spostamenti per lavoro, che saranno facilitati soprattutto per chi deciderà di andare ad abitare nelle valli".
Tuttavia, aggiunge, "non abbiamo un’AlpTransit completa, mancano il proseguimento a Sud di Lugano e finché ciò non avverrà, non potremo parlare realmente di una Città Ticino diffusa". Ma un passo importante è stato compiuto. Ora però nei trasporti ne servono altri. "Come la rete del tram-treno del Luganese perchè in questa fase, la nuova infrastruttura ferroviaria servirà più ai ticinesi per andare verso Nord che il contrario".
Lavorare a Lucerna per abitare in Ticino. Non un’eventualità. "Ma una realtà già oggi destinata ad allargarsi".
Ecco perché, secondo il direttore degli industriali, è anche tempo che la politica non rimanga con le mani in mano. "Ma - conclude Modenini - rifletta e analizzi tutti i cambiamenti in atto, senza però sbagliare".


Alberto Petruzzella, presidente della Scuola universitaria della Svizzera italiana
"La formazione andrà sul binario giusto"
"L’idea di una Città Ticino diffusa è un vantaggio per le stesse realtà urbane, perché la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana crea un indotto importante per i poli cittadini". Alberto Petruzzella, presidente della Supsi, declina così il concetto di un cantone più vicino e più collegato grazie alla nuova galleria ferroviaria del Monte Ceneri. "Non è insomma un caso - continua - che abbiamo costruito e vogliamo costruire due campus della Supsi in prossimità delle stazioni ferroviarie". Ciò avverrà con lo spostamento delle sede oggi a Trevano e Mendrisio "a inizio 2021", riprende il presidente della Supsi. In un luogo "ottimale per allievi, docenti, ricercatori e ospiti,".
Ed ecco perché la Supsi vuole realizzare un altro campus nei pressi della stazione di Lugano. Un progetto "ancora in corso, che ha come obiettivo spostare il Dipartimento economia aziendale, socialità e sanità, che oggi si trova a Manno".
Se a ciò si aggiunge che a Locarno c’è il Dipartimento formazione e apprendimento e che a Viganello arriverà il Dipartimento tecnologie innovative, la formazione universitaria professionale e quella continua è sì "sparpagliata ma collegata velocemente".


Laura Sadis, ex consigliere di Stato plrt
"Meno distanze e forse... campanilismi"
Con città più vicine, forse il Ticino avrà meno campanilismi". Laura Sadis, ex consigliere di Stato Plrt, commenta così l’entrata in funzione della nuova galleria ferroviaria del Monte Ceneri, scavata da AlpTransit e inaugurata venerdì scorso. Col tempo, oltre ad accorciare le distanze tra Bellinzona, Locarno e Lugano, la speranza di Sadis è insomma quella che il tunnel possa far cambiare anche la mentalità dei ticinesi. "Che su certi investimenti importanti - dice - è abbastanza soggetta a divisioni".
Non un bene. "I campanilismi rallentano a volte le soluzioni dei problemi. Lo dico con tutto il rispetto delle differenti realtà, siano essere comunali, che cantonali".
La galleria del Ceneri come molla per far scattare un avvicinamento culturale, dunque. Senza trascurare il fatto che l’opera avrà "l’indubbio merito di migliorare la qualità di vita dei pendolari e degli studenti - continua Sadis - perché il traffico, non bisogna avere timori affermarlo, oggi è molto problematico".
L’importanza del nuovo tunnel non è quindi soltanto "nazionale e internazionale - riprende l’ex consigliere di Stato - andando a raggiungere l’obiettivo del trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia, ma anche regionale".
05.09.2020


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