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Gli aiuti anti Covid varate da Berna e Bellinzona
Una manovra da 600 milioni
per le imprese e i cittadini
ANDREA BERTAGNI


Una "manovra" di oltre 600 milioni di franchi per aiutare aziende, lavoratori e cittadini. È quella messa in campo dal Cantone per stemperare gli effetti negativi del coronavirus. Ma anche una "manovra" che fa il paio con gli aiuti concessi dalla Confederazione che a fine settembre avevano raggiunto la cospicua somma di quasi 2 miliardi.
Stretti nella morsa delle difficoltà economiche, aziende e cittadini hanno potuto beneficiare fino a oggi di circa 550 milioni nell’ambito delle misure cantonali con effetto sulla liquidità. In sostanza si tratta di mezzi finanziari che restano nelle casse e nelle tasche dell’economia privata e della popolazione per far fronte alle spese correnti. Sono invece circa 116 i milioni i franchi che il Cantone ha rinunciato a incassare e nello stesso tempo ha "trasformato" in sostegni "attraverso misure puntuali".
Tre sono invece gli ambiti di intervento della Confederazione. Con il primo fino al 18 agosto sono stati concessi 1.3 miliardi di franchi a 12.110 imprenditori sotto forma di prestiti Covid-19. Ammontano per contro a 617 milioni - il dato è sempre riferito a fine agosto - i contributi per le indennità di lavoro ridotto, che da marzo ad agosto, hanno interessato in media 65mila lavoratori al mese.
Le indennità di perdita di guadagno, registrate fino al 16 settembre, sono andate invece a circa 11mila lavoratori indipendenti per un totale complessivo di circa 150 milioni di franchi.
Nel computo degli aiuti della Confederazione andranno poi calcolati quelli stabiliti mercoledì scorso dal Consiglio federale. Il governo ha infatti deciso di prolungare il diritto all’indennità di perdita di guadagno fino al 31 giugno 2021 e di concedere alle società sportive prestiti fino a 350 milioni di franchi, ipotizzando anche la via dei contributi a fondo perso. an.b.
07.11.2020


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