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I rischi nel rapporto tra l'incubatore dell'Usi e Agire
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Cp startup e Tecnopolo
non un doppione, ma...
ANDREA BERTAGNI


Il Cp start-up è un servizio dell’Università della Svizzera italiana (Usi) e finché rimarrà tale andrà bene per me: la flessibilità e la velocità che ci sono qui non sono possibili quando di mezzo c’è lo Stato". Alcide Barberis sa di cosa parla, essendo stato direttore per un anno, nel 2016, della Fondazione Agire, prima di diventare coordinatore del Cp start-up. "Io sono per il privato - continua - se facessimo una regia statale unica dall’alto non per forza si avrebbe una struttura che di pari passo è anche più efficiente".
Parole nette. Non però in polemica con la Fondazione Agire e con il Tecnopolo. Confrontato con un fuggi fuggi di nuove società. Ma motivate da un altro punto di vista. Anche perché, secondo Barberis, Agire e Cp start-up non sono doppioni. Ma complementari. "Chi vuole un servizio di coaching - spiega - viene da noi: lo sanno tutti. È la nostra attività principale, nel Tecnopolo non lo fanno". Sarà anche così però tra le attività offerte da Agire promosse sulla sua homepage i coach imprenditoriali ci sono, eccome. "Sì - ammette Barberis - ma nel senso che le startup che si rivolgono al Tecnopolo per quei servizi sono indirizzate a noi: del resto collaboriamo tantissimo, come dimostra il programma di accelerazione d’impresa "Boldbrain" promosso da Agire ma sviluppato da noi".
Complementarietà. È questa dunque la parola che lega, secondo Barberis, gli strumenti oggi esistenti in Ticino a favore delle nuove aziende innovative. E poco importa se le imprese che sono aiutate dal Cp start-up non finiscano, come passo successivo, al Tecnopolo, dove ad attenderle ci sarebbero finanziamenti e la possibilità di conoscere imprenditori e colleghi startuper. "Ce ne sono, ma a dir la verità non mi interessa molto - precisa Barberis - in passato si è tentato di fare iniziative comuni, c’erano realtà aziendali interessant: oggi il Cp start-up funziona benissimo, stiamo facendo crescere molte aziende".
La ricetta sarebbe insomma quella di collaborare. Anche se non si è sotto lo stesso tetto, come capita in altri parchi dell’innovazione svizzeri e non solo, dove le università lavorano a braccetto con l'economia e favorire così l'innovazione. "Non è detto che se si ripartisse da zero, disegnando a tavolino un’altra concezione, si avrebbero risultati più interessanti - osserva Barberis - il Cp start-up è nato prima di Agire, storicamente si è partiti già in modo differente e poi ripeto non facciamo le stesse cose: i nostri imprenditori sono in erba, quelli che vanno al Tecnopolo si immagina che dovrebbero essere più strutturati".
A rivolgersi all’incubatore dell’Usi sono in effetti perlopiù studenti.  "Selezioniamo circa il 15-20% dei progetti che ci arrivano - sottolinea Barberis - ossia qualcosa come 15-20 idee l’anno, dopodiché i partecipanti hanno la possibilità di entrare fisicamente nei nostri spazi, dove, oltre a computer e stampanti, trovano i nostri coach ad attenderli". Specialisti ticinesi e non solo che vantano esperienze di vario tipo. "Si va dagli avvocati agli esperti energetici, dai professionisti di meccanica a quelli del biotech: la paletta è molto ampia così da coprire tutti gli ambiti richiesti che possono variare da azienda ad azienda". Il coordinatore del Cp start-up è comunque sicuro. "Il nostro lavoro sta funzionando a meraviglia: non dovrei dirlo io, ma è veramente così". Informatica, biomedicina, scienze umane e sociali, sono i settori in cui negli anni il servizio si è più specializzato, aiutando i neo imprenditori. Un aiuto che, secondo i dati diffusi dall’Usi, ha permesso la creazione di 45 aziende attive sul territorio della Svizzera italiana e 150 nuovi posti di lavoro.
Convinto che le sue strutture debbano convivere è anche Davide Gai, imprenditore che si occupa di giovani imprese tecnologiche e tra i fondatore del Tecnopolo. "Anche perché - aggiunge - il primo cura la fase embrionale di un’idea che deve trasformarsi in progetto e poi, in seguito, in azienda. Cp start-up è una sorta di primo incubatore ed è legato a Usi e Supsi e dunque funziona da stimolo per gli studenti".

abertagni@caffe.ch
17.02.2019


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