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Nel mercato delle auto l'"usato" dei garage aiuta i budget
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Cresce la formula
del "chilometro zero"
MAURO SPIGNESI


A gennaio in Ticino sono state vendute una media di duecento auto al giorno. Per la precisione sono state acquistate 1.285 vetture nuove e 5.018 usate. Dentro questi dati c’è un segmento di mercato che negli ultimi anni ha conosciuto una dinamica particolarmente positiva. Ed è quello del chilometro zero, cioè delle macchine nuove ma comprate e intestate inizialmente alle concessionarie che poi le rivendono ai clienti, con un prezzo minore rispetto a quello di listino. "È una tendenza - conferma Roberto Bonfanti, presidente della sezione ticinese dell’Unione professionale svizzera dell’automobile (Upsa) - nata dalla necessità di far numeri. Perché i grossi garage devono raggiungere precisi obiettivi di vendita a fine anno. E dunque se pensano di non raggiungerli acquistano loro le auto nuove con la targa aziendale. In seguito le rivendono appunto come chilometro zero". Ma succede anche che in questa categoria finiscano vetture che i garagisti faticano a smerciare, che restano mesi nei piazzali o nelle vetrine, e allora finiscono tra le offerte.
I clienti in questi parchi macchine trovano spesso buoni affari, ma si devono accontentare, perché se vogliono un certo modello, con optional precisi, colore e altro, devono ordinarle direttamente. E attendere. "È chiaro che il chilometro zero è il sintomo di un sistema malato - aggiunge Bonfanti - e dovrebbe essere contenuto, perché si tratta pur sempre di un’auto nuova che perde subito valore per il garagista. Inoltre in un certo senso droga i numeri. Perché nelle statistiche le auto a chilometro zero nel momento in cui  vengono immatricolate dai garage entrano prima nella casella delle vendite di vetture nuove  e poi in quella dell’usato quando vengono acquistare dal cliente".
Ma che questo spicchio di mercato sia interessante e vivace lo conferma Felice Cadei, fondatore del Gruppo Cadei, tre sedi compresa la principale a Mendrisio  e pioniere dell’auto a chilometro zero in Ticino. "Oggi - spiega - è più facile rispetto al passato importare le vetture direttamente dall’estero. Escono dalla stessa catena di produzione di quelle che passano dai canali tradizionali. L’unica differenza sta nella garanzia. Se le auto nuove hanno quella di fabbrica, che comprende un certo numero di anni (decisi dalla casa automobilistica), noi diamo una garanzia di due anni. Ma il cliente riesce a risparmiare dal 20 al 30 per cento sul listino".
Una convenienza che sottolinea anche Ralph Winteler dell’omonimo garage (sedi a Losone, Riazzino e Giubiasco), per il quale il chilometro zero, "è conveniente sia per il cliente che per i concessionari. Per noi perché in questo modo riusciamo a raggiungere il numero di immatricolazioni che ci siamo prefissati a inizio anno. E per il consumatore perché, a dipendenza del modello e di eventuali altri bonus o ‘premi’, riesce a raggiungere anche uno sconto del trenta per cento". Come funziona? "In sostanza - spiega Winteler - se vediamo che a fine mese o a fine anno, ad esempio ci mancano cinque nuove immatricolazioni, targhiamo e starghiamo, a nome del garage, queste macchine. Per il cliente è molto interessante: l’auto è nuova e inoltre la può avere subito".
Secondo Winteler, tuttavia, questo fenomeno "esiste da un po’, non è una novità. All’inizio aveva picchi di crescita più alti verso fine anno, proprio per raggiungere il budget prefissato, oggi lo si fa durante tutto l’arco dell’anno". Un fenomeno più marcato negli ultimi tempi, ma che ha faticato per avere successo tra gli automobilisti. "È da oltre trent’anni che faccio questo mestiere - dice Cadei - e quello che ho capito è che bisogna sempre rinnovarsi, cambiare spesso il parco auto, inventarsi nuove offerte. Non è facile, però, perché il margine di guadagno si assottiglia sempre di più, è sempre più basso, devi anticipare gli acquisti e comprare parecchie vetture alla volta per avere più assortimento".

m.sp.
24.02.2019


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