Continua il periodo nero nelle strutture per over 65
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Case anziani nel caos,
il personale è in rivolta
PATRIZIA GUENZI


Una direttrice discussa da anni e finita sotto osservazione al San Donato di Intragna, un responsabile delle cure sospeso alla Casa Rea di Minusio, provvedimento nell’ambito di un’inchiesta partita qualche mese fa, e due capireparto a cui è stato prospettato il licenziamento al San Carlo di Locarno. In alcune case anziani del cantone regna  il caos. Il personale è in rivolta, stanco di non avere una risposta alle loro rivendicazioni, malgrado il coinvolgimento dei sindacati (vedi sotto). Denunciano turni di lavoro massacranti, personale inadeguato, stress e timore di mettere a repentaglio la qualità delle cure.  
Continua dunque il periodo nero nelle strutture per over. A casa Rea recentemente, come pubblicato dal Giornale del Popolo, le funzioni di un dirigente sono state "congelate" da un giorno all’altro, terremotando la struttura. Un gruppo di dipendenti ha contattato il Caffè, persone stanche dei silenzi dei vertici, malgrado una lettera inviata cinque mesi fa al municipio di Minusio, sottoscritta da tre sindacati, in cui già si evidenziava un clima di lavoro avvelenato, una mancanza cronica di personale e di figure professionali adeguate. "Da quando il responsabile delle cure è stato allontanato va ancora peggio, c’è il caos più totale - dicono -. I capi reparto abusano del loro potere e il carico di lavoro mette a repentaglio la qualità delle cure agli ospiti. La confusione è tale per cui spesso ci ritroviamo solo in due ad assistere venti anziani". Alle sollecitazioni del Caffè, il sindaco di Minusio, Felice Dafond, si limita a dire: "A tempo debito informeremo i cittadini".
Non va meglio al San Donato. Da anni i dipendenti denunciano un clima pesante, al limite del mobbing. Qualche mese fa il Laboratorio di psicopatologia del lavoro è intervenuto e ha organizzato un audit. Ha ascoltato tutti i dipendenti. Il rapporto è terminato e nei prossimi giorni sarà consegnato al medico cantonale. La direttrice del San Donato, Nazzarena Mordasini, dice solo: "Ho preso un avvocato, parlate con lui".
Anche al San Carlo, non è un segreto, da ormai qualche anno vi sono problemi organizzativi e di personale. Due direzioni ad interim nel recente passato per tamponare un’emergenza gestionale sino alla nuova direzione, entrata in funzione lo scorso agosto: non solo il direttore, anche la responsabile delle cure e la governante. Un po’ come per casa Rea, anche al San Carlo ad aggravare una situzione già molto compromessa, si lamenta una burocrazia elefantiaca, che toglie risorse e forze alle cure per gli anziani. Dovuta, anche, all’introduzione del Rai, strumento di valutazione del paziente per stabilirne necessità e bisogni, quindi anche il tempo necessario per le cure del personale. Il municipale responsabile della struttura della città di Locarno, Ronnie Moretti, smorza i toni e definisce "criticità" i problemi ancora da risolvere, "dovuti - spiega - ad una situazione che si è trascinata nel tempo e che negli anni ha accumulato ritardi, ma che con la nuova direzione speriamo presto di risolvere". E sui due capireparto, a cui lo scorso mese è stato prospettato il licenziamento dice: "È venuto meno il rapporto di fiducia, la direzione ha fatto le sue valutazioni e ha  preso questa decisione. Hanno comunque un termine per presentare le loro osservazioni". Silenzi e poca trasparenza. È questo il filo rosso che accomuna la gestione di molte case anziani e provoca la rivolta dei dipendenti.

pguenzi@caffe.ch
10.12.2017


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