Rapporto Helsana sulla situazione degli assicurati svizzeri
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Calano i morosi
delle Casse malati
PATRIZIA GUENZI


Meglio ritardare il pagamento della luce, del telefono, addirittura anche dell’affitto... che lasciar da parte il saldo delle fatture mensili della cassa malati. È questa negli ultimi anni la tendenza riscontrata, quanto meno fra i quasi 2 milioni di assicurati svizzeri all’Helsana. È sufficiente uno sguardo. La percentuale della popolazione che sulle spalle ha almeno un’"esecuzione di fallimento" per capire immediatamente che il mancato pagamento dei premi per l’assicurazione malattia non è più diffuso quanto lo era in passato. E basta un secondo sguardo ai grafici del "Rapporto Helsana" presentato nei giorni scorsi per vedere che le percentuali dei cittadini morosi e delle "esecuzioni di fallimento" per il mancato pagamento dei premi non sono affatto più elevate rispetto ad altri servizi.
La percentuale di persone che non assolvono ai loro obblighi in modo costante (senza un sollecito dunque) corrisponde, secondo Helsana, ad una media del 9,3%. Nel confronto fra cantoni l’indice mostra significative differenze. Le quote dei cosiddetti "pagatori morosi" dei premi e le percentuali di "partecipazione ai costi" (ovvero l’intervento pubblico a sostegno di chi non ce la fa) conferma un netto divario tra est e ovest. Per esempio, "nel canton Neuchâtel la percentuale supera di oltre un quintuplo quella del canton Appenzello Interno".
Andando nel dettaglio lo studio di Helsana mostra che nel 2016 la quota di asssicurati con premi arretrati per i quali i cantoni hanno "preso parte" all’attestato carenza beni era a livello nazionale dell’1,7%. Anche in questo caso le differenze tra cantoni sono notevoli. Altissima la quota nel canton Ginevra.
Grazie a questa dettagliata radiografia, si è potuto stabilire una sorta di "indice di morale di pagamento". Si è presa in considerazione a questo scopo un numero notevole di persone con solleciti di pagamento, esecuzioni e attestati di carenza beni. Nella Svizzera romanda la "morale di pagamento" dei premi è nettamente peggiore rispetto a quella della Svizzera tedesca e del Ticino. Pur essendoci nella Svizzera italiana una percentuale notevole, la più alta del Paese, di popolazione con almeno un’esecuzione.
Lo studio di Helsana ripercorre poi gli ultimi vent’anni della Lamal, la Legge sull’assicurazione malattia. Affronta la questione della solidarietà e mostra come è cambiata. In meglio. Sembra resistere quel concetto di "partecipazione" - tra poveri e ricchi, vecchi e giovani, persone sane e persone con problemi di salute - su cui è nata la Lamal. La concorrenza regolamentata e la libera scelta dell’assicuratore hanno fornito incentivi per la previdenza con diversi modelli di franchigia e relativi sconti. Molti cittadini-pazienti, di fronte al costante aumento dei premi, hanno deciso di limitare la loro libertà di scelta del fornitore di prestazione in cambio di mensili meno onerosi.
L’aumento dei costi è un tema ricorrente, ammette Helsana che però giudica il dibattito troppo limitato: "si basa su alcune variabili non rappresentative, come il premio medio nel modello standard". L’argomento va invece affrontato da diverse prospettive, alla luce di nuovi fatti, visto che negli ultimi vent’anni il mercato delle assicurazioni è stato sottoposto a notevoli trasformazioni. Ad esempio, i modelli assicurativi alternativi (Maa) hanno avuto un forte incremento. Se nel 1996 a sceglierli era meno del 2% dei cittadini, nel 2016 era il 65% (in Ticino il 66%), con punte del 77% nei cantoni San Gallo e Berna. La percentuale di chi opta per i Maa si abbassa nei cantoni con premi elevati, come Ginevra (53%).
Helsana si addentra pure in aspetti molto tecnici per spiegare gli ultimi vent’anni. Lo fa soffermandosi sui diversi sviluppi nei cantoni, i vari modelli assicurativi, i comportamenti dei pagatori dei premi e l’onere reale di questi sui gruppi della popolazione e degli assicurati. Emergono anche differenze tra uomo e donna. Queste ultime adottano criteri decisionali diversi e pagano premi più elevati in tutte le fasce di età. Solo a partire dai 40 anni questa differenza di onere cala progressivamente.
A proposito di differenze, vengono analizzate anche quelle a livello nazionale. Ad esempio, la quota di economie domestiche sovvenzionate, leggermente diminuita tra il 2000 e il 2016. Con notevoli differenze a livello cantonale. Il Ticino, con un 37% di economie domestiche sovvenzionate è nella media nazionale (38%). In testa il canton Zurigo (48%), in fondo il canton Glarona (28%). Sui costi anche i cantoni hanno oggi un’importante voce in capitolo. Basti dire che nella panoramica dei premi 2018 dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), che elenca tutti i modelli assicurativi della Lamal, ci sono 244.696 premi diversi. Questo perché il numero degli assicuratori, i modelli assicurativi, i livelli di franchigia e l’inclusione o esclusione degli infortuni, le categorie di età e le regioni di premi si moltiplicano tra di loro. Anche se, alla fine, per il singolo cittadino poco cambia, visto che sceglie solo tra questi tre parametri: assicuratore, modello assicurativo e livello di franchigia. pguenzi@caffe.ch
13.05.2018


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