Uffici di tassazione sovraccarichi e i ritardi sono da record
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Reclami fiscali
in attesa da 2 anni
ANDREA STERN


Marco B. (nome di fantasia) è un impiegato di banca che vive nel Luganese. A inizio 2016, come ogni anno, ha compilato la dichiarazione d’imposta. Poche settimane dopo l’Ufficio tassazione di Lugano-Campagna gli ha inviato la sua decisione. Negando però la deduzione di alcune piccole spese accessorie. Marco B. ha quindi sporto reclamo. Da allora sono passati più di due anni, ma il suo ricorso non è ancora stato evaso. "A più riprese ho interpellato l’ufficio di tassazione e ho persino scritto due volte al consigliere di Stato Christian Vitta per sensibilizzarlo sul tema e fargli presente la mia situazione - spiega -. Ma la decisione non è ancora arrivata. Un periodo così lungo mi sembra ingiustificabile e inaccettabile. Se avessi a che fare con una ditta privata, sarei passato già da tempo alla concorrenza. Ma con il Cantone devo invece adeguarmi ai loro tempi. È frustrante".
La situazione di Marco B. non è però un unicum. Alla fine dell’anno scorso erano ancora quasi 5mila i reclami in attesa di evasione, di cui 1279 relativi alla tassazione del 2014, quindi vecchi di almeno due anni. "È vero, in alcuni uffici si registrano ritardi - riconosce Lino Ramelli, direttore della Divisione delle contribuzioni - ma va anche considerato che, mediamente, in un anno entrano tra gli 8.000 e i 9.000 reclami. Il problema si fa sentire soprattutto a Lugano e a Locarno, in parte anche a Mendrisio. La sirezione della Divisione delle contribuzioni sta dando priorità alla problematica esistente affinché la situazione possa migliorare. Alcune misure, ad esempio, sono già state implementate, come il miglioramento dei processi di lavoro, che ci ha portato a non accumulare ritardi nel 2017: l’anno scorso, infatti, la nostra produzione è stata pari al carico di lavoro, quindi i sospesi non sono aumentati " spiega Ramelli. "Inoltre in futuro, grazie all’introduzione del sistema eDossier e al potenziamento temporaneo, a partire dal 2018, con sei unità, nei prossimi anni si potranno recuperare progressivamente tutti gli arretrati."
I numeri remano contro. Negli ultimi dieci anni il numero di tassazioni da eseguire è salito da 228.562 a 255.574, solo per quanto riguarda le persone fisiche. Un aumento del 12%. Ma in questo lasso di tempo il personale degli uffici di tassazione è rimasto costante, con però un recente potenziamento. "Le pratiche sono sempre più numerose e sempre più complesse - sottolinea Ramelli – e la via perseguita è quella di migliorare i processi. È quello che ci stiamo impegnando a fare".
Un ruolo chiave nella velocizzazione del lavoro lo riveste l’informatica. Da quest’anno, grazie alla versione aggiornata del programma elettronico eTax, è possibile inoltrare la propria dichiarazione fiscale e i giustificativi anche online. Un risparmio di tempo sia per il contribuente, sia per i tassatori. "Il programma ha avuto qualche comprensibile difetto di rodaggio - osserva Ramelli -, ma nel mese di maggio ci ha permesso di evadere il maggior numero di pratiche degli ultimi sette anni. È un segnale promettente in ottica futura. Anche se, ripeto, ci vorrà ancora del tempo per recuperare il ritardo".
Poiché le verifiche umane restano essenziali. E se vengono svolte in modo troppo approssimativo, il rischio è quello di far aumentare il numero dei reclami. E quindi di far perdere il tempo guadagnato in precedenza. Ramelli cita, a questo proposito, i possibili differenti approcci di lavoro degli uffici circondariali di tassazione, che pur garantendo al contribuente la parità di trattamento, possono effettivamente comportare delle tempistiche di lavoro diverse. A seconda dell’approccio, infatti, si possono causare o più ritardi nelle tassazioni ma meno reclami, o meno ritardi ma più reclami.
Tra questi ultimi anche quello di Marco B., che già pochi giorni dopo il suo ricorso era stato avvertito. "Purtroppo - gli scriveva l’ufficio di tassazione di Lugano Campagna - l’esame dei reclami non sempre può avvenire entro breve termine. Vorrà pertanto scusarci se la decisione non sarà immediata. Faremo il possibile per limitare il tempo di attesa".
Sarà anche stato fatto il possibile, ma due anni sono oggettivamente tanti. Ramelli non entra nel merito del caso concreto, ma spiega che "i motivi per i quali un reclamo resta in sospeso così a lungo sono solitamente due. Il primo, non necessariamente conosciuto dal contribuente, può essere legato a verifiche in corso su altre persone o società in relazione con il reclamante. Il secondo è invece l’attesa di una sentenza. Se c’è incertezza giuridica su un aspetto, si preferisce aspettare che la massima corte elvetica faccia chiarezza, piuttosto che prendere una decisione che rischia in seguito di essere smentita".
Motivi validi, che però non bastano a rasserenare Marco B.. "Il mio disappunto è compreso - afferma -, ma a me non interessa la comprensione. Io aspetto una decisione. Un sì o un no, ma che sia una decisione".
astern@caffe.ch
24.06.2018


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