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Ipoteche e spese, cosa fare con la super moneta svizzera
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Così il franco forte
conviene ai ticinesi
CLEMENTE MAZZETTA


Il franco è sempre più forte. Nel confronto con la moneta svizzera l’euro continua ad  indebolirsi. Oggi vale 1,09 franchi, un calo rispetto a quattro mesi fa, quando si cambiava ancora a 1,14. Conclusione? Alle famiglie ticinesi conviene spendere. E non solo all’estero. L’euro debole potrà avere effetti (vantaggiosi) anche sul mercato interno, dove i prezzi delle merci importate potranno diminuire. Per il risparmio conviene affidarsi al mattone: meglio pensare all’acquisto di una casa, che mettere i soldi in banca. Spieghiamo il perché.
"Sul breve termine non c’è dubbio che il cittadino, che si considera prima di tutto come consumatore, vede di buon occhio questo rafforzamento del franco. Perché dispone di un maggior potere d’acquisto all’estero. Non solo costano di meno i viaggi, le compere oltreconfine, diventano più vantaggiosi anche quelli online. Pure i prodotti che vengono importati in Svizzera, al consumatore finale costeranno di meno", dice l’economista Angelo Geninazzi.  Le principali differenze di prezzo tra la Svizzera - che resta sempre l’isola dei prezzi più cari - e l’Ue riguardano i prodotti alimentari  e le spese per l’alloggio e la salute. Stando all’Ufficio federale di statistica (Uft)i prezzi al consumo ad agosto sono rimasti stabili, con qualche eccezione. Quelli dei trasporti aerei, dei viaggi internazionali e dei servizi ospedalieri sono diminuiti. Sono aumentati quelli dell’abbigliamento degli affitti delle abitazioni.
"Sul breve termine le famiglie escono certamente vincitrici da questa situazione che vede il franco rafforzarsi sulla moneta europea", conclude Geninazzi. È però sul medio termine, osserva l’economista Amalia Mirante, che nasceranno i problemi: "In un primo momento non succederà nulla, sul medio periodo è vero che alcuni prezzi sulle merci d’importazione potranno anche diminuire, ma i Cantoni di confine, soprattutto caratterizzati da un’industria a basso valore aggiunto, soffriranno più degli altri. Inevitabili le conseguenze per il reddito delle famiglie perché le pressioni sui salari si faranno sentire. Già gli stipendi non aumentano".
E così il "ticinese medio" si sentirà diviso fra l’incertezza del futuro e la sensazione psicologica di disporre - a parità di entrate -  di un maggior potere d’acquisto. Con i tassi d’interesse in Svizzera ai minimi storici (da quattro anni la Banca nazionale svizzera ha introdotto l’interesse negativo per limitare l’attrattività del franco) che non invogliano al risparmio, sarà portato a spendere.  "Con questi tassi di rendimento così bassi, conviene maggiormente investire", conferma indirettamente  Geninazzi. E dove investire, se non nella casa! Mai prima d’ora è stato così conveniente indebitarsi in Svizzera. Secondo il servizio di confronto online sulle ipoteche di "Moneyland", i tassi di interesse per i mutui a tasso fisso sono scesi ai minimi storici. L’acquisto di una abitazione sta così diventando una possibilità reale anche per chi in passato non poteva permetterselo.  Nonostante il franco forte, l’economia Svizzera nel 2018 ha registrato un aumento del prodotto interno lordo del 2,8%. Una crescita sostenuta sia da una ripresa del commercio estero, dall’industria manifatturiera, ma anche dai consumi finali delle famiglie aumentati mediamente dell’1%.  
L’economia svizzera ce l’ha fatta. Gli anni del cambio fisso, dal 2011 al 2015 hanno permesso all’industria di recuperare competitività, spiega Geninazzi: "Inoltre la minor inflazione svizzera, la maggior stabilità dei prezzi rispetto alla zona euro, fa sì che il tasso di cambio reale non sia così elevato come quello nominale".
Ma c’è anche dell’altro. "Esiste una differenza anche fra gli aumenti nominali e quelli reali dei salari - precisa Amalia Mirante - e, rischio di bolla immobiliare a parte, se è vero che le ipoteche sono ai minimi storici, è altrettanto vero che poi ci sono delle strette nella concessione da parte delle banche". Insomma, niente ricetta magica per vivere meglio per chi ha redditi modesti, nemmeno con il franco forte.
cmazzetta@caffe.ch
08.09.2019


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