Franco Pessina
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"Il mio lavoro oggi
è il mio passatempo"
MASSIMO SCHIRA


Il lungo lavoro di restauro della Cattedrale di San Lorenzo a Lugano è stato una sorta di "premio alla carriera" per Franco Pessina. Una tappa fondamentale in un percorso iniziato 64 anni fa, quando aprì il suo studio di architettura dopo una formazione da disegnatore edile a Bellinzona. Sette anni vissuti intensamente dall’84enne professionista luganese. "Bella, vero?!", chiede riferendosi a quella che, ormai, può essere considerata una sorta di "sua creatura" nonostante porti sulle spalle secoli di storia e di testimonianze artistiche. "Per me questi anni di lavori alla Cattedrale sono stati una sorta di palestra - racconta ridendo -. Il mio studio è a poca distanza dal cantiere e ho continuato a fare su e giù per almeno tre volte al giorno. Ho fatto ginnastica. Mi ha fatto bene alla salute. Per me il lavoro, oggi, è il migliore passatempo".
Docente incaricato al Politecnico federale di Zurigo e all’Università di Nancy, in Francia, nella prima metà degli anni Ottanta, Pessina ha diretto in carriera cantieri importanti. Sia in Ticino, sia nel resto del Paese. Come, era il 2001, la terza fase di ampliamento proprio del Politecnico zurighese, con la costruzione dei dipartimenti di chimica e scienze dei materiali sull’Hönggerberg. "Insegnando in quelle accademie ho riempito per certi versi i ‘buchi’ lasciati aperti dalla mia attività professionale - ricorda -. A Nancy ho passato solo sei mesi, ma è stata un’ottima esperienza". Dopo la "fase" dell’insegnamento, conclusa nel 1996 al termine di un decennio alla scuola tecnica superiore del canton Ticino a Lugano, Pessina torna alla progettazione vera e propria. Che lo porterà, esattamente vent’anni dopo, a far rifiorire la più importante tra le chiese in riva al Ceresio. "Sono molto soddisfatto del risultato - osserva -. Ma lo dico senza alcuna boria, sia chiaro. Questo è il risultato prima di tutto della professionalità di tutte le persone che in Cattedrale hanno lavorato. La cura degli aspetti estetici è stata grande. Ho incominciato nel 2004 a studiare punto per punto l’introduzione di nuovi elementi che non fossero riconoscibili. Vorrei che il visitatore dicesse: ‘È sempre stato così’. Senza artifizio, né trucco".
Il percorso che ha portato al completamento dei lavori, comunque, è stato lungo e con molti ostacoli. "Ci sono stati in effetti parecchi ricorsi - ricorda l’architetto -, che ci hanno rallentato e fatto durare l’opera di restauro parecchio a lungo. Alcuni dettagli sono addirittura ancora in fase di completamento. È stato un cantiere piuttosto complesso nel suo insieme. Soprattutto per quanto concerne la protezione dello stabile dalle infiltrazioni d’acqua. Sotto tutta la Cattedrale scorre acqua in continuazione. Tutti i giorni. L’intervento per evitare che questo arrecasse danno all’edificio sono stati complicati. Parecchio complicati".
Ad 84 anni, comunque, l’architetto Pessina non ha alcuna voglia di "deporre la matita". Anzi. Continua a guardare alla sua Lugano con l’occhio critico di chi vorrebbe ulteriori novità. Altri cambiamenti urbanistici. "Ho diverse idee in testa - conferma -. Ma la principale riguarda l’autosilo di via Balestra. Vorrei che fossero aggiunti cinque piani in altezza. Per aumentarne la capacità, certo, ma anche per creare uno spazio per i luganesi sul tetto. Via Nassa, oggi, non è più il luogo prediletto dei cittadini di Lugano. È ormai obsoleta con tutti quei grandi marchi. Vorrei una nuova zona d’incontro sorprendente, con una vista imperdibile a 360 gradi. Sto cercando i finanziatori. La città che vedo, comunque, si sta allargando. Penso al quartiere di Cornaredo, una zona molto interessante che grazie ai lavori di riqualifica si sta trasformando da periferia a zona urbana. Una zona che si completerà con le nuove infrastrutture sportive, che tolgono spazi, ma che sono importanti".

mschira@caffe.ch
15.10.2017


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