Carla Speziali
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"Per la politica
non ho rimpianti"
LIBERO D'AGOSTINO


Nessun rimpianto. Nessuna nostalgia. Alla vita politica Carla Speziali ha già dato abbastanza. Per undici anni sindaco di Locarno, la prima donna a guidare il municipio, nel 2005 ha vinto lo Swiss Award per la politica, dal 2012 al 2016 è stata vicepresidente nazionale del Plr e oggi fa parte della Commissione federale di vigilanza sui casinò. Nel giugno 2015 ha lasciato anticipatamente la sua poltrona a Palazzo Marcacci. "Per me la politica è stata un’importante scuola di vita - dice -. Dopo gli anni di studio e lavoro oltre Gottardo, mi ha dato la grande opportunità di dedicarmi con tutta me stessa alla mia città".
Oggi, a 57 anni, Carla Speziali fa l’avvocato a tempo pieno nel suo studio legale specializzato in contrattualistica e responsabilità medica: "No, non ho nostalgia della politica. Io l’ho sempre concepita come una possibilità di essere utile alla mia gente, ora questo spirito di servizio e questa funzione sociale li ho ritrovati nel mio lavoro". Se guarda indietro, le soddisfazioni non le mancano. Ha risanato le finanze della città che erano da anni in rosso, al punto che Locarno era ritenuta la "Cenerentola" di una regione e guardata dagli altri Comuni come una parente nobile ma decaduta. Bilanci in attivo, la miglior premessa per rilanciare le aggregazioni nel Locarnese, rimaste per troppo tempo bloccate da rivalità personali e da esasperati campanilismi. "Quello delle aggregazioni è un tema da riprendere, come del resto sta facendo l’attuale sindaco Alain Scherrer - osserva Speziali -. Il Locarnese è troppo frammentato, quanto fatto a Lugano e Bellinzona ci dovrebbe servire da insegnamento. La nostra regione ha ritrovato unità d’intenti per concretizzare alcuni grandi progetti come il nuovo Lido e il Palazzo del cinema, penso che sia un’ottima base di partenza per affrontare il tema dell’aggregazione".
Ed è stato il suo municipio a realizzare il nuovo Lido e a pedonalizzare Piazza Grande per farne  il centro dei grandi eventi estivi, affiancando alla fama internazionale del Festival del film il successo dei concerti di Moon&Stars. Ma è soprattutto grazie alla sua tenacia che è stata realizzata un’opera attesa da almeno vent’anni, il Palazzo del cinema di cui oggi è presidente. "È stato un lavoro lungo e in alcuni momenti difficile - racconta -. Ma non ho mai avuto il dubbio che non ce l’avremmo fatta. Supportare il Festival del film con questa importante struttura era un obiettivo per tutto il Locarnese. Provvidenziale è stata la donazione di dieci milioni della Fondazione Stella Chiara di Martin Hellstern. Oggi il Palazzo del cinema è il simbolo di una città che ha ritrovato il suo slancio, ecco è questa la mia più grande soddisfazione". Tra i suoi ricordi più belli ci sono, invece, i discorsi del primo dell’anno in Piazza Grande: "Si sentiva il calore della gente, al di là di ogni ufficialità era come un abbraccio". La signora sindaco, come preferiva farsi chiamare, invece che sindachessa o sindaca, rifuggendo dal politicamente corretto del genere, nel 2004 ha guidato anche un municipio al femminile: quattro donne su sette municipali. Un caso eccezionale non solo in Ticino, ma in tutta la Svizzera. "Quattro donne municipali e di quattro partiti diversi - ricorda -, accomunate però da un pragmatismo tipicamente femminile che ci ha permesso di lavorare molto bene. È stato in quel periodo che abbiamo gettato le basi per risanare le finanze di Locarno".
In undici anni da sindaco, un solo neo, "appaltopoli", le commesse pubbliche assegnate dal municipio senza concorso, che portò addirittura ad un blitz della polizia a Palazzo Marcacci. Robetta se si pensa al fragore dello scandalo Argo1 che sta scuotendo tutt’ora il Palazzo del governo a Bellinzona. "L’unico rimprovero che posso farmi per quella vicenda - dice - è di non aver intuito tempestivamente che ero diventata il bersaglio di contrapposti interessi politici, che si voleva attaccare me per colpire una leadership riconosciuta e consolidata".
14.01.2018


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