Stefan Meierhans
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"Facendo la spesa
cerco l'offerta migliore"
CLEMENTE MAZZETTA


L'anno scorso con la famiglia siamo andati in vacanza in Australia. Ma siamo partiti da Milano, e non da Zurigo, perché, fatti due conti, ci siamo resi conto che avremmo speso mille franchi in meno". Un confronto sul prezzo inevitabile per Stefan Meierhans, che dal suo ufficio di Berna passa la vita a confrontare tariffe, verificare costi, analizzare importi. Per tutti è "Mister Prezzi". Per l’intera Svizzera dal 2008 rappresenta l’autorità  indipendente istituita per promuove una sana concorrenza, per cercare le migliori soluzioni per i consumatori all’insegna della trasparenza. E come sorvegliante dei prezzi, può imporre, se è il caso, anche riduzioni di tariffe.
Non gli sfugge quasi nulla a Mister Prezzi. Dalle  tasse radiotelevisive alle tariffe dei trasporti pubblici e dei servizi postali, dalle tasse comunali per l’acqua a quelle per lo smaltimento delle acque di scarico e dei rifiuti, dal gas alle telecomunicazioni, dagli spazzacamini ai prezzi dei medicinali e alle tariffe della sanità. "Recentemente per il Ticino mi sono occupato delle tariffe dei rifiuti stabilite dai vari comuni".
Arriva nel suo ufficio in Eisteinstrasse 2, una palazzina anonima poco distante dal fiume Aar, a cinque minuti dal parco, di mattina presto. Poi è un susseguirsi di incontri, telefonate, confronti. "Oggi mi vede senza cravatta, in jeans - dice - perché non ho incontri né sedute ufficiali". Alto un metro e ottanta, capelli castani chiari che non vogliono saperne di stare a posto, battuta pronta, Stefan Meierhans, da quando ha smesso di correre ha messo su qualche chilo di troppo, nonostante i wekend sugli sci. Conduce la classica vita dello svizzero tedesco: "Questa sera andrò a giocare a jass, a carte con gli amici nel nostro solito locale".  
Usa una bici elettrica per spostarsi, ma in passato non aveva disdegnato una vita più attiva. Tanto da allenarsi, giorno dopo giorno, per correre la maratona. Non una bizzarria. Era successo che, dopo un primo periodo come  giurista all’Ufficio federale di giustizia, era entrato nello staff del consigliere federale Arnold Koller. Lavoro impegnativo ma anche interessante visto che l’allora portavoce del ministro era una ragazza bionda, occhi azzurri e... passo velocissimo. Perché quella che poi diventerà sua moglie, Béatrice Wertli, non solo faceva politica nel Pdc, ma era una sportiva sfegatata, con un passato nella squadra nazionale giovanile nel triathlon e con una grande passione per la corsa. Quella più lunga e faticosa che c’è: la maratona. Per stargli dietro, inevitabile allenarsi.
"Così al termine della prima maratona che conclusi, era a Lindau, le chiesi di sposarmi". Lei era già arrivata. "Ma cosa le devo dire: è sempre così nella vita. Bisogna correre dietro alle donne", ride. Certo che farlo per 42 chilometri e 195 metri ci vuole una certa costanza. Da allora sono passati 16 anni e due figlie. La moglie ha fatto carriera nel Partito democristiano: è presidente del Pdc di Berna. "Così normalmente sono io che faccio gli aquisti per la famiglia al supermercato - riprende -. Confronto i prezzi, cerco di scegliere il prezzo migliore. Ogni  tanto incontro qualcuno che guardando cosa ho nel carrello prende lo stesso prodotto nella convinzione di pagare il prezzo giusto. Io spero che sia così. Ma non sempre ne sono sicuro". Considera la Svizzera, come un’isola dei prezzi più alti, non è un segreto. "Quelli agricoli, ad esempio, sono in prevalenza protetti. Io intervengo quando non c’è concorrenza o non ce n’è abbastanza. Per contrastare, situazioni di monopolio".
Riceve mediamente duemilacinquecento lettere di segnalazioni e di proteste ogni anno. Molte nel settore della salute. "Cerco di rispondere a tutte, ma non sempre posso intervenire nel merito. Occorre verificare i termini di legge, gli spazi reali di manovra". Poi a casa, per dimenticare prezzi, tariffe e costi s’immerge nella lettura dei gialli nordici. Letti in lingua originale, per non dimenticare lo svedese e il norvegese, appresi in gioventù.

cmazzetta@caffe.ch
10.03.2019


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