Luca Zingaretti
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"Per conquistare Luisa
...l'ho sorpresa così"
ALESSANDRA COMAZZI


Luca Zingaretti, 58 anni, è da 20 il commissario Montalbano: la prima puntata della serie tratta dai libri di Camilleri andò in onda alla tv italiana, allora su Raidue, il 6 maggio 1999. Adesso il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ha annunciato che sono in lavorazione altri tre episodi, "La rete di protezione" e "Il caso Catalanotti", da due romanzi, e "Salvo amato, Livia mia", da due racconti. Sempre negli stessi luoghi, naturalmente, divenuti meta di devoti pellegrinaggi. Zingaretti non riesce a stare seduto quando parla del commissario Montalbano. Si alza, ricorda, interpreta. Racconta: "Andrea Camilleri era mio maestro all’Accademia d’arte drammatica, ci spiazzava, affabulava. Mi ero conquistato il posto lì con un monologo di George Bernard Shaw, e va bene: ma soprattutto cantando il brano di Consolazione, Bice Valori in ‘Aggiungi un posto a tavola’, volevo fare qualcosa di originale, e mi presero. Camilleri lo conoscevo bene. Ricordo di quando entrai in una libreria e trovai ‘Il birraio di Preston’, senza Montalbano, meraviglioso. Poi leggo Montalbano, e penso subito che sarebbe un personaggio bellissimo da interpretare".
Passano due anni, una piccola casa di produzione compra i diritti. "E io dico che se anche lo vogliono alto, biondo e con gli occhi azzurri, non mi interessa niente, il commissario devo essere io. Provini su provini, alla fine mi scelgono. Solo allora chiamo Camilleri: farlo prima, mi sembrava brutto. Gli parlo delle incertezze che ho sull’interpretazione. E lui mi dice: buttati. Benissimo, penso io. Ma poi ci ripenso di nuovo: mi butto, ma mi butto dove? Allora lo richiamo, e lui con la sua voce cavernosa: Luca, non mi rompere i cabasisi".
L’attore ricorda: "Con Montalbano, in questi vent’anni, abbiamo raccontato l’Italia, e lui ha combattuto per la giustizia, perdendo, vincendo, ma con coerenza. Montalbano è sempre lo stesso, è il mondo che gli è cambiato intorno. Lui non ha il cartellino con il prezzo attaccato alla giacca, il baricentro della propria esistenza è dentro di sé. Ha bisogno della sua terra, della sua casa, delle sue nuotate, della sua donna ogni tanto. Fedele a se stesso, ecco. E questo nel cuore del Mediterraneo, crocevia di tante culture". E il rapporto con la fidanzata Livia? "Sono due adulti che decidono di vivere la loro storia d’amore lontani. Fino a qualche romanzo fa, Montalbano non si era mai concesso digressioni amorose. Adesso è cambiato. A me piaceva di più prima".
La serie ha una caratteristica: gli attori sono sempre gli stessi. Finché la morte non li separi. Com’è accaduto con l’interprete del dottor Pasquano, Marcello Perracchio. Quando è scomparso, prima gli sceneggiatori lo hanno mandato in ferie, poi l’hanno fatto morire all’improvviso: "E noi l’abbiamo commemorato mangiando tutti insieme, nell’ufficio di Montalbano, una guantiera di quei cannoli di cui andava ghiottissimo, l’attore e il personaggio. È stata una mia idea, sono contento di averlo ricordato così".
Zingaretti è sposato con la collega Luisa Ranieri, hanno due figlie: "Ci siamo conosciuti sul set di ‘Cefalonia’: per conquistarla, alla fine delle riprese, ho affittato un ristorante solo per noi". L’attore ha un sogno teatrale: "Poiché ogni mistero d’Italia è legato a qualche oggetto scomparso, il taccuino di Borsellino, la borsa di Moro e quella di Mattei, vorrei fare uno spettacolo dove sono il magazziniere dei servizi segreti. Non è giornalismo, è teatro, puoi dire quello che vuoi: magari sbagli; ma magari ci prendi".
Al fratello Nicola, segretario del Pd italiano e presidente della Regione Lazio, augura tanta fortuna: "Siamo molto legati, ma non parliamo mai di politica. A volte colgo dei sorrisetti di compianto, dedicati a lui: come se in Italia non fosse possibile essere governati da qualcuno di onesto, che non sia un figlio di puttana".
26.05.2019


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