Al voto 46 milioni di cittadini ma l'esito è incerto
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L'Italia ricomincia da tre
mentre il Pd di Renzi...
FRANCESCO ANFOSSI DA ROMA


Tre schieramenti, dal centrodestra del redivivo Silvio Berlusconi che si è alleato con la Lega e la destra di Giorgia Meloni, al Movimento 5 stelle, sino al centrosinistra azzoppato di Matteo Renzi, che ha perso per strada un pezzo di partito confluito nel movimento Liberi e uguali dell’ex magistrato Pietro Grasso. L’Italia riparte dunque da tre, anzi da quattro. Perché nel voto di oggi, domenica, c’è un quarto incomodo: l’attuale premier Paolo Gentiloni. E se fosse lui, magari con una alleanza inedita, a continuare a guidare l’Italia?
Già, perché mai come stavolta regna l’incertezza e si attende un vasto astensionismo tra i 46 milioni di elettori chiamati alle urne. Nonostante questo i 5 stelle di Luigi di Maio dicono d’essere a un passo dalla vittoria, così come Berlusconi, mentre Renzi sottolinea che il centrosinistra ha fatto "ripartire l’Italia". Intanto a Pavia sono comparsi nelle porte di alcune case bollini dove si dice che "qui abita un antifascista". Un ulteriore elemento di tensione in un Paese lacerato.


Matteo Salvini
Europarlamentare, a capo dell’ex movimento di Bossi
Sovranista e populista, ha "lepenizzato" la Lega Nord

Matteo Salvini, leader della Lega Nord e parlamentare europeo, non nasconde la sua aspirazione a diventare premier di una coalizione di Centrodestra. Dopo aver praticamente "lepenizzato" in senso nazionalista, populista e sovranista il movimento fondato da Umberto Bossi, di cui è stato il pupillo (oggi non si parlano) il suo programma è piuttosto semplice: vuole cancellare la riforma adottata nel 2011 dall’allora ministro "tecnico" Elsa Fornero sulle pensioni, abbassando l’età pensionabile, attuare una rigorosissima politica anti-immigrati, introdurre la difesa armata in casa contro i rapinatori. Nel Centrodestra chi ha più voti tra Forza Italia e Lega porta a casa il premier. L’ex direttore di Radio Padania sente la vittoria già in tasca e punta al 20 per cento dei consensi, sufficienti a soffiare la poltrona al candidato berlusconiano Tajani. Ma anche se non riuscisse a raggiungere la poltrona più ambita di Palazzo Chigi ha già detto che intende chiedere almeno quattro ministeri: lavoro, agricoltura, economia e disabili.


Luigi di Maio
Da studente fuoricorso a steward negli stadi e ora...
L’ascesa di Giggino il "royal baby" dei 5 Stelle senza esperienza

Lo hanno definito il "royal baby" dei 5 Stelle, colui che è destinato a divenire premier nel caso il movimento riesca a ottenere la maggioranza assoluta alle prossime elezioni o ad allearsi con qualcuno, nonostante si proclami partito "antisistema". Luigi Di Maio, detto "Giggino", era partito alla grande in questa campagna elettorale. I sondaggi danno i grillini come primo partito italiano. Poi sono arrivati alcuni scandali a intralciare questa marcia trionfale: bonifici falsati, candidati sospesi, dimissioni, rimborsi mancati. Cose di non poco conto se si pensa che il movimento di Grillo era sceso in campo al grido di "onestà, onestà".
Giggino però non si è dato per vinto e ha continuato a girare l’Italia riempiendo le piazze. Ha presentato un programma in 20 punti, da un reddito per tutti di 780 euro (circa 900 franchi) alla riduzione delle tasse, dai rimpatri degli immigrati irregolari a una riforma dei processi. Di lui si critica il curriculum non proprio ricchissimo: è studente fuoricorso e ha lavorato solo come steward allo stadio. Celebri le sue gaffes, come quella di Pinochet dittatore del Venezuela.


Antonio Tajani
Attuale presidente del Parlamento di Bruxelles
Il "portavoce europeo" del redivivo Berlusconi

Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ha sciolto la riserva e si dichiara disponibile ad assumere la guida di un eventuale governo di Centrodestra che mette insieme Forza Italia di Berlusconi, la Lega di Matteo Salvini e il movimento della destra Fratelli d’Italia guidato da Giorgia Meloni. Se quest’ultima non ha presumibilmente aspirazioni di leadership, la vera lotta è tra la Lega di Salvini e Forza Italia di un redivivo Silvio Berlusconi. L’ottantunenne protagonista di un ventennio, nel bene e nel male, non può candidarsi a leader per i suoi trascorsi giudiziari. Dunque ha bisogno di un premier. La scelta è caduta dall’alto naturalmente, e non dal basso. Forza Italia non ha mai fatto congressi per scegliere il suo leader. Tajani è un uomo di assoluta fiducia per il cavaliere. Sessantaquattro anni, romano, Tajani ha trascorsi come appartenente al partito filo monarchico. Giornalista, è stato capo della redazione romana del "Giornale" allora diretto da Indro Montanelli, di proprietà di Berlusconi, di cui Tajani è divenuto il portavoce al tempo della sua "discesa in campo", nel 1994. Toccherà a lui divenire premier se Forza Italia otterrà più voti della Lega.
04.03.2018


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