Due economisti inglesi sull'ipotesi dell'Italia fuori dal'Ue
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"Italexit sarà peggio
anche della Brexit"
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


Non c’è dubbio, per il futuro dell’Europa una Italexit sarebbe peggio della Brexit". A sostenerlo è il professor Iain Begg, uno degli esperti più autorevoli della Chatham House, noto centro studi politico ed economico di Londra, riferendosi a una delle ipotesi emerse durante le polemiche politiche a Roma negli scorsi giorni. "Certo, tutto è possibile, ma un’uscita dell’Italia dall’Ue resta una opzione molto remota, nonostante tutta la retorica di questi giorni". Le conseguenze di Italexit, continua Begg, sarebbero infatti imprevedibili quanto dirompenti: "L’Italia non è solo un membro fondatore e grande sostenitore dell’integrazione europea, ma è anche impegnata in tutti gli aspetti dell’integrazione, inclusi i punti chiave rifiutati dalla Gran Bretagna, come l’euro e gli accordi di Schengen".
Per lo studioso, inoltre, uscire dall’Unione (che vorrebbe dire anche abbandonare l’euro) colpirebbe molto duramente l’economia. "Una nuova moneta - spiega il docente - subirebbe una svalutazione molto rapida, portando alla crescita dell’inflazione, e tutti i contratti denominati in euro sarebbero a rischio".
Poi, le banche italiane, già oberate da livelli preoccupanti di crediti deteriorati finirebbero rapidamente in crisi. "Ogni eventuale miglioramento per l’economia italiana emergerebbe solo nel medio e lungo termine", aggiunge Begg, con tutti i se e i ma del caso perché nel frattempo potrebbe verificarsi un crollo irreparabile". Anche l’Europa sarebbe destabilizzata da una Italexit ma probabilmente riuscirebbe a limitare i contraccolpi. I problemi maggiori resterebbero quelli per gli italiani. Ne è convinto anche Michael Cottakis della London school of economics, secondo cui con un’uscita dall’euro l’Italia entrerebbe in un periodo di forte recessione. "La durata di questo fenomeno non può essere prevista - aggiunge - in quanto Paese che esporta più di quanto importa potrebbe a un certo punto riprendersi ma il costo economico e umano sarebbe considerevole".
Comunque l’Italia, continua l’economista, non potrebbe in alcun caso uscire dal mercato unico europeo. "Avrebbe effetti ancora più devastanti sulla sua economia: la maggior parte dei suoi scambi commerciali avviene con gli altri membri dell’Ue. Molto più di quanto avviene fra il Regno Unito e l’Unione". Con uno scenario del genere, infatti, l’Italia entrerebbe in una recessione di lungo termine e si troverebbe quindi ad essere un Paese povero e isolato. Per Cottakis quello che Roma può cercare è un cambiamento delle regole europee e questo può farlo perché, a differenza del tentativo (fallito) del premier ellenico Alexis Tsipras, ha in Europa una influenza e un peso economico molto maggiore della Grecia.
03.06.2018


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