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Il commento
La crescita guardi al futuro
facendo nuovi investimenti
LIBERO D'AGOSTINO


Con deficit ipotizzato in oltre 300 milioni di franchi per la casse del Cantone, dissestate dalla crisi innescata dal  coronavirus, il ministro Christian Vitta dovrà dare fondo a tutta la sua capacità di abile e paziente mediatore per convincere le forze politiche a rifare quel faticoso esercizio di "concertazione e condivisione delle responsabilità" che aveva portato al pareggio del bilancio, dopo anni di pesanti disavanzi.
Nell’intervista al Caffè il direttore del dipartimento Finanze rinnova il suo appello per un impegno comune in grado di scongiurare il dissesto finanziario e non chiude la porta ad un "confronto costruttivo" neanche alla richiesta del Ps di aumentare il coefficiente cantonale d’imposta dal 97 al 100%. Richiesta che non mancherà si sollevare accese discussioni, visto che pure molti Comuni alzeranno probabilmente i loro moltiplicatori per compensare le minori entrate fiscali.
Vitta ha una chiara visione degli investimenti strategici che possono fare da volano allo sviluppo del Ticino: innovazione, ricerca, nuove tecnologie, mobilità sostenibile, modernizzazione delle infrastrutture pubbliche. Ma il clima nel Paese non è dei più favorevoli per misurarsi con le sfide della competitività internazionale.
Qui, come altrove, la pandemia ha rafforzato il bisogno della protezione statale, ha moltiplicato le richieste di sostegni e sussidi e ha tramutato il "primanostrismo" nella pervasiva retorica pubblica della tutela del "locale", come se il Ticino potesse bastare a sé stesso. Un arroccamento territoriale che non permette di vedere, né tantomeno di sfruttare, le opportunità e le potenzialità offerte al cantone dalla sua stessa collocazione geografica, al centro delle più grandi aree produttive d’Europa.
Certo bisogna aiutare chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo, chi sta pagando il prezzo più caro della crisi ma questo non risolve il problema della crescita, la sola strada in grado di salvaguardare l’occupazione e di creare nuovi impieghi. La crescita necessita di ben altri interventi, di ben altre strategie. In poche parole richiede di investire sul futuro e non di preservare solo il passato.
Evitando la tentazione sia delle chiusure che penalizzano la vocazione internazionale delle imprese, degli eccellenti centri di ricerca e dei servizi avanzati con sede in Ticino, sia degli aiuti a pioggia che offrono, magari, un sollievo temporaneo, disperdendo però risorse importanti che andrebbero invece orientate su un rilancio economico reale e duraturo di cui beneficerà la società tutta. Sono questi i nodi che dovrà sciogliere il ministro Vitta.
ldagostino@caffe.ch
08.08.2020


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