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Le ricerche sulle aree dove si concentrano i centenari
Le cinque "zone blu"
dove si vive più a lungo
MAURO SPIGNESI


Mangiare bene per vivere più a lungo si può. Sono cinque le aree al mondo dove si concentrano le popolazioni più longeve. Le hanno studiate attentamente e le tengono costantemente sotto controllo i ricercatori di diverse università americane ed europee. Sono le "zone blu", raccontate dal giornalista del New York Times Dan Buettner in un progetto che è stato messo a punto e sviluppato insieme al National Geographic. E che è diventato un best seller. Si intitola "The Blue Zones Solution" e racconta i cibi che mangiano più spesso gli ultracentenari a Okinawa in Giappone, Loma Linda in California, Ikaria in Grecia, la Penisola di Nycoia in Costarica e l’Ogliastra al centro della Sardegna. E la Svizzera? La donna più anziana è (forse) Alice Schaufelberger-Hunziker, ha compiuto 111 anni l’11 gennaio a Winterthur. Ma la Confederazione non rientra nello studio delle "zone blu".
Bisogna dire che prima di Buettner, sulle "zone blu" hanno lavorato il demografo francese Michel Poulain, dell’Università Cattolica di Louvain in Belgio, e il medico nutrizionista dell’università di Sassari Giovanni Pes. Sia le ricerche scientifiche che il racconto di Dan Buettner svelano che l’elisir di lunga vita è una ricetta molto semplice: tante ore passate all’aria aperta ma soprattutto poca carne, molti cereali, legumi, frutta e verdura. Tuttavia, ogni "blue zone" è diversa. Ad esempio, molti centenari sardi sono pastori e dunque hanno mangiato carne ma con l’aggiunta di molti legumi e tante giornate trascorse a respirare l’aria pulita delle montagne dove pascolavano le greggi.
Anche per questo Dan Buettner - che nel suo libro oltre a tratteggiare storie personali fornisce diverse ricette - ha messo in relazione il regime alimentare degli ultracentenari e il loro stile di vita. Perché per superare i cent’anni oltre a una corretta alimentazione serve sentirsi ancora parte attiva di una comunità.

m.sp.
17.03.2019


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