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Storia di un accessorio dai pesanti riflessi sociali
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Il culto della mascherina
accende il negazionismo
ELISABETTA MORO, ANTROPOLOGA


Mascherina sì, mascherina no. Il dibattito coinvolge virologi e complottisti, salutisti e negazionisti. Tanti esperti e troppi "nullasapienti". Ed ora anche influencer come Sharon Stone e Miguel Bosé. La diva di Hollywood ha lanciato un accorato appello ad indossare il dispositivo salvavita in un video girato in casa e privo dello scintillio glamour che solitamente la circonda. Spettinata e senza trucco, ha raccontato di avere già perso la nonna e la madrina per il Covid. Ora teme per la sorella Kelly e suo cognato Bruce. Contagiati nel Montana, dove si sentivano al sicuro perché frequentavano al massimo la farmacia. Eppure, dice la protagonista di Basic Instinct e Mothers and Daughters, qualcuno di voi deve aver incrociato Kelly senza schermare bocca e naso, così le ha trasmesso il virus. Ora la donna, già affetta da lupus, lotta tra la vita e la morte. Sharon denuncia apertamente le menzogne raccontate dai politici al popolo americano e la realtà dei fatti. I test promessi per accertare i casi positivi non sono disponibili nemmeno per il personale infermieristico. Stone non nomina esplicitamente il presidente Donald Trump, ma è evidente che pensa a lui, il negazionista della prima ora e il nemico storico delle mascherine. Che in conferenza stampa, a fronte di un numero di decessi che ha superato quota 170mila e migliaia di contagi giornalieri, ha propagandisticamente dichiarato che "la pandemia sta scomparendo dagli Stati Uniti".
In un video postato su Twitter, di segno diametralmente opposto, Miguel Bosé ha convocato in Plaza Colon a Madrid il popolo dei "non è vero e non ci credo". Il cantante e attore, figlio del torero Dominguin e dell’attrice Lucia Bosé, morta il 23 marzo per una polmonite da Coronavirus a 89 anni, non si è fatto nessuno scrupolo. Nemmeno la tragica fine della madre gli ha impedito di lanciare lo slogan "Yo soy Resistencia!", io sono la resistenza, contro i provvedimenti restrittivi messi del governo spagnolo per contenere la seconda ondata. Migliaia di persone, con le mascherine rigorosamente abbassate, si sono presentate all’appuntamento e hanno delirato festose sul fatto che la pandemia non esiste. Uno dei partecipanti urlava al megafono slogan contro fantomatici complotti internazionali sfoggiando una maglietta con su disegnato Bill Gates con un vaccino in mano e sotto la scritta "No eres Dios", non sei dio. Il patron di Microsoft, infatti, è uno dei bersagli preferiti della propaganda complottista via social. Assieme a Big Pharma. Tutti ballavano inneggiando alla libertà, all’amore, al coraggio, tanti si scambiavano abbracci, come in una Woodstock anti-immunitaria. Dimentichi di quanto l’etologo Konrad Lorenz ci ha insegnato sul fatto che "la paura è il più geniale espediente inventato dall’evoluzione". Perché una giusta dose di timore garantisce maggiori chance di sopravvivenza. Offre maggiori possibilità di superare indenni i pericoli. Lo dimostra inequivocabilmente l’impennata di contagi causata proprio dalla mancanza di paura dei più giovani, con le loro movide e vacanze spensierate. Qualcuno dovrebbe spiegargli che la salute pubblica è un bene inestimabile. Perciò contrapporle il diritto allo spritz, non è una prova di coraggio. Ma un grave indizio di stupidità.
22.08.2020


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