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Oltre l'80% dei ragazzi svizzeri non si muove abbastanza
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Genitori, (ri)mettete
in moto i vostri figli
ANTONINO MICHIENZI, DIVULGATORE SCIENTIFICO


Più dell’80 per cento dei ragazzi svizzeri tra gli 11 e i 17 anni non svolge attività fisica a sufficienza. È questo il dato allarmante che emerge da una grande ricerca internazionale realizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla salute. Diciamocelo subito: i ragazzi svizzeri non sono un’eccezione. Dall’indagine, che ha coinvolto 1,6 milioni di teenager di 146 Paesi del mondo ed è stata pubblicata sulla rivista Lancet Child&Adolescent Health, è risultato che il 78% dei ragazzi e l’85% delle ragazze nel mondo non si muove a sufficienza. In Svizzera le percentuali sono un po’ più alte ma la tendenza non si discosta molto da quella globale. E con la pandemia è andata anche peggio.
I dati, inutile nasconderlo, sono preoccupanti. "I benefici sulla salute di uno stile di vita attivo nell’adolescenza sono ben documentati - spiegano i ricercatori autori dello studio -. Una migliore forma cardiorespiratoria e muscolare, salute ossea e cardiometabolica, effetti positivi sul peso". E l’elenco potrebbe essere ancora lungo: sonno migliore, miglior sviluppo cognitivo, migliore capacità di intrattenere relazioni sociali.
Non solo: "Ci sono prove che molti di questi benefici per la salute vanno avanti fino all’età adulta". In sostanza, quanto più gli adolescenti sono sedentari, tanto più è probabile che da adulti avranno problemi di salute. E ciò ha conseguenze non soltanto individuali, ma sull’intera società che tra qualche decennio potrebbe doversi confrontare con un’esplosione dei casi di obesità, diabete, malattie cardiovascolari. Le autorità da anni invitano a correre ai ripari ma, come documentato dallo studio, siamo lontani dall’invertire la rotta.
In realtà, quello che manca non è tanto la classica attività fisica programmata, per esempio la frequentazione di corsi sportivi due o tre volte a settimana. Ciò che manca realmente è il movimento quotidiano, quello che un tempo era ordinaria amministrazione e oggi è diventato una rarità: andare a scuola a piedi, giocare all’aperto con gli amici, fare passeggiate. Un’attività fisica inconsapevole e naturale che oggi non c’è quasi più.
Per l’Oms, questo moto diffuso per i bambini e ragazzi tra 5 e i 17 anni dovrebbe ammontare ad almeno 60 minuti al giorno. La palestra, lo sport e altre attività fisiche tese a "rafforzare muscoli e ossa" le consiglia invece in aggiunta a questi 60 minuti "almeno tre volte alla settimana".
La nostra, e ancor più quella dei ragazzi, dovrebbe esse dunque una vita in movimento. Ma non è più così. Ovunqure. "Il mondo che cambia sta cambiando le persone e il movimento è uno dei più chiari indicatori di questa trasformazione - spiega  in un editoriale a corredo della ricerca Mark S. Tremblay del Children’s Hospital of Eastern Ontario Research Institute di Ottawa, in Canada -. La rivoluzione elettronica ha trasformato in profondità i modelli di movimento delle persone cambiando dove e come vivono, imparano, lavorano, giocano e viaggiano. Isolandole progressivamente in luoghi chiusi (case, scuole, luoghi di lavoro, veicoli), la maggior parte delle volte seduti".
Cosa si può fare, dunque, di fronte a un cambiamento di così grande portata? La prima risposta è sicuramente politica: da tempo l’Oms invita i governi ad adottare misure che favoriscano il moto dei cittadini. Ma poi occorre agire in famiglia e, per quanto sia difficile confrontarsi con un adolescente, trovare le chiavi comunicative per convincerlo ad abbandonare le soluzioni più pigre in favore anche di piccole occasioni di attività fisica: andare a scuola a piedi, uscire con gli amici, fare qualche faccenda domestica.
01.05.2021


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